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Vincenzo Divella: «Amo vivere il mare in una magnifica riservatezza»

Negli anni Novanta la famiglia Divella cercava una casa per le vacanze in Gallura: il destino portò i coniugi a Cala Granu, in Costa Smeralda

Divella

«Molti frequentano la Costa Smeralda per sfoggiare barche da sogno e vivere in grandissima sovraesposizione, ma la cosa che io amo di più è che qui si possono ancora trovare spiagge incontaminate con poche persone per poter vivere il mare in una magnifica riservatezza». Divella è uno dei gruppi produttori di pasta tra i più importanti a livello internazionale, il Cavalier Vincenzo è l’attuale proprietario e amministratore delegato assieme al cugino Francesco.

Una storia di oltre 130 anni. Quali sensazioni si provano a governare un impero che è considerato un’eccellenza del made in Italy nel comparto dell’industria alimentare?

Divella nasce da un venditore di abiti che sposa la figlia di un mugnaio partito con cinque quintali di macinazione giornaliera di grano. Oggi noi siamo a quota 13 mila quintali tutti i giorni e vendiamo in 130 Paesi. Io rappresento la terza generazione ma è già pronta la quarta e in tutti noi è forte l’orgoglio per essere i protagonisti di una realtà che dal nulla è arrivata fino all’Australia e al Sud Africa.

Pasta Divella fattura oltre 300 milioni di euro. Quali sono i vostri prossimi traguardi?

Il mercato italiano è ormai standardizzato, quindi, siglando una sinergia in Cina o negli Usa con un partner industriale fortissimo, potremo riuscire a raddoppiare il consumo di pasta in questi Stati e di conseguenza la vendita del nostro prodotto all’estero.

Il vostro modello organizzativo è trasferibile su vasta scala per rendere efficienti altre aziende in sofferenza?

Divella è un’organizzazione familiare, conosciamo personalmente tutti i nostri dipendenti che consideriamo dei collaboratori e con loro condividiamo i successi dell’azienda. Oltre una certa dimensione, il nostro modello non è esportabile.

Bravi imprenditori si nasce o si diventa?

Si diventa, non si nasce mugnaio o pastaio, ci vuole un percorso e al termine si potrà capire l’attitudine a guidare l’azienda.

Se la sua azienda fosse nata in Lombardia o in Veneto i risultati sarebbero stati diversi, c’è un gap infrastrutturale per chi opera nel meridione?

C’è un gap enorme e la politica competente dovrebbe intervenire al più presto, non c’è parità.

Con la Sardegna e la Costa Smeralda sarà amore eterno?

Oggi ho ottant’anni, tra poco tempo lascerò l’azienda a figli e nipoti e la mia vita sarà qui, in questo paradiso.

Gigi Maestri

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