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Un buon esercizio fisico influisce sull’ansia degli atleti

A dirlo è una ricerca del Lund University in Svezia, che ha analizzato una serie di dati provenienti da una delle competizioni di sci di fondo

esercizio fisico

Il freddo invernale di questi giorni non deve scoraggiare. Certo, il tempo, la situazione pandemica, non vanno sottovalutati durante una sessione di allenamento o una competizione sportiva. Eppure l’attività fisica sa essere un ottimo indicatore del benessere del nostro organismo, che comprende non solo il corpo, ma anche la mente. A rivelarlo è una ricerca che arriva direttamente dalla Svezia, dove al centro di questo studio sono gli amanti dello sci di fondo. Uno sport molto praticato nelle regioni montane per stare a contatto con la natura e allentare lo stress quotidiano. Non ci credi? È la scienza ad affermarlo grazie a dei dati raccolti nel corso del tempo. Alcuni esperimenti, come afferma il New York Times, già in precedenza offrivano degli ottimi riscontri sull’umore di chi si trova ad allenarsi in maniera costante, mostrando quanto in genere «diventino più calmi, più felici e meno inclini a sentirsi eccessivamente nervosi o arrabbiati rispetto a prima». In più ci sono le ricerche che hanno stabilito una possibile correlazione con la longevità, diminuendo lindice di mortalità tra quelli che effettuavano delle sessioni di allenamento settimanali.

Esercizio fisico e sci di fondo, lo studio su Frontiers in Psychiatry

Nonostante ciò, come emerge dall’articolo del Times, non esistevano al momento delle analisi a lungo termine che andassero a toccare nel dettaglio la relazione tra  lo stress e lo sport. In pratica, ogni domanda era lecita su quale fosse l’esercizio più adatto a diminuire la tensione accumulata durante la settimana, ne tantomeno se i benefici riguardassero più le donne o gli uomini. Lo studio pubblicato su Frontiers in Psychiatry cerca dunque di fare luce su questa relazione grazie all’intervento di esperti dell’Università di Lund.

I risultati

In Svezia si è scelto di approfondire un determinato tipo di campione. Un gruppo di circa 200 mila atleti che ha partecipato a uno dei grandi eventi dedicati allo sci di fondo: il Vasaloppet. Si tratta di un appuntamento storico in questa regione, una gara per cui tanti sportivi cercano di spingere l’asticella sempre più in alto fino al traguardo. Variabile, in questo caso, a seconda della competizione (30 o 90 chilometri). Una maratona su binari innevati, si potrebbe dire. Ma in questo caso si è trasformato in qualcosa di più: un piccolo esperimento sulla salute della nostra mente. Dopo aver raccolto i dati relativi al tempo trascorso da ciascun atleta fino all’arrivo dal 1989 al 2010, i ricercatori si sono messi al lavoro nell’incrociare le informazioni trovate nei fascicoli sanitari nazioni, cercando quelli che riguardavano i singoli partecipanti. Lo stesso procedimento è stato eseguito anche attraverso un campione casuale di cittadini considerati sedentari. E questo è servito a stabilire che gli sciatori, rispetto agli altri, risultano essere molto più rilassati nel 50% dei casi, indipendentemente dal genere. Questo non fa altro che confermare l’importanza dell’attività finisca (corsa, trekking, tennis…) per il nostro benessere, come confermano le linee guide dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che sostengono di effettuare 150–300 minuti di attività fisica moderata, o 75–150 minuti di esercizio fisico ad alta intensità a settimana.

Riccardo Lo Re

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