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Torre di Longonsardo, la guardia della storia

Conosciuta anche con il nome di torre di Santa Teresa, venne usata durante il Regno di Spagna e la dominazione dei Savoia

Torre di Longonsardo

Una torre a guardia della storia. Quando di giunge a Santa Teresa di Gallura si ha questa sensazione nel momento in cui si presenta questa costruzione al centro di un promontorio. Il tempo passa per tutti, ma non per la Torre di Longonsardo, evidentemente. Buona parte di questo complesso è ancora lì, pronto a riprendere la sua funzione di vedetta, se non fosse che le incursioni corsare sono diventate oggetto solo dei romanzi d’avventura. Il nome deriva direttamente dal castello costruito attorno al 1300. Un edificio abbattuto un secolo dopo dagli aragonesi, di cui si possono trovare alcuni resti. Da lì si sentì la necessita di imporre un presidio di difesa in modo da impedire ulteriori invasioni o saccheggi. Per questo già nel 1556 fu creato un primo sistema di vigilanza dell’area, cercando di proteggere in ogni modo il Porto di Longonsardo.

La storia

Ma mancava qualcosa. Non era infatti sufficiente istituire dei posti di guardia con dei soldati pronto a intervenire. Da lì si pensò di costruire una torre che concedesse a chi stava nella terraferma la possibilità di intervenire con tempestività durante le incursioni nemiche. Era il primo passo verso la costruzione della Torre di Longonsardo, avvenuta attorno al 1577 secondo quanto afferma la Carta della Sardegna redatta dall’architetto Rocco Capellino. Terminata nel 1599, fu realizzata sotto esplicita richiesta del re Filippo II di Spagna, così da tutelare la comunità in caso di aggressioni esterne. Col tempo questo edificio fu al centro di diversi interventi. Nel 1777 ci fu una vera e propria ristrutturazione complessiva della Torre di Longonsardo, grazie al supporto del capitano Cochis. I cambiamenti non riguardarono solo gli interni. Fuori fu ad esempio costruita una muraglia trapezoidale (rivellino), mentre nel frattempo l’edificio veniva sistemato con una nuova vedetta e una mezzaluna per la guarnigione, nei pressi della piazza d’armi.

Ci fu episodio che toccò direttamente questa torre. Era il 1802, una data che segnò l’area di Santa Teresa Gallura. Quella torre fu attaccata e controllata da alcuni ribelli sardi e della Corsica, sotto la guida dal prete Sanna Corda. I soldati del Regno dei Savoia intervennero tempestivamente a seguito di quella insurrezione, attaccando la struttura e ponendo fine all’occupazione dei rivoltosi, che in seguito furono condanni a morte.

La descrizione

La torre, completamente in granito, è alta circa 11 metri con un diametro circolare di 19 metri. La sua forma è troncoconica anche se, come si può notare anche dalle foto, la parte che si estende verso l’alto è più cilindrica. La scala che si vede all’esterno è comparsa solo durante la seconda guerra mondiale, visto che l’accesso era previsto usando una scala di corda. Entrando si verrà subito coinvolti da questa immensa sala circolare, con un diametro di 10 metri. L’illuminazione proviene da una leggera apertura che oltre a questa funzione serviva ad avvistare eventuali intrusioni. Sempre lì si può notare la presenza di una vasca riempita dall’acqua piovana contenuta dalla cisterna.  Sopra invece, due cannoni venivano posizionati pronti per l’attacco, e ci si poteva accedere solo attraverso una scala a chiocciola percorribile all’interno.

Riccardo Lo Re

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