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Sii albero, Maria Lai e Stefano Boeri a Ulassai

Una mostra che sviluppa il concetto di uomo e natura, servendosi delle qualità innate dell’arte e dell’architettura

Sii albero

Uomo e natura sono una cosa sola. Due concetti inseparabili legati da un flusso di eventi inarrestabili. Sii Albero è il prodotto di una riflessione attenta ai temi recenti come l’ambiente, al centro in questi anni di una mobilitazione sociale di grande effetto che è arrivato fino alle sedi politiche. Molto si deve ancora fare, e c’è ancora tanto da approfondire per trovare delle soluzioni adeguate all’epoca in cui si sta vivendo. L’arte, l’architettura e il design sono al lavoro per mostrare una via percorribile e tracciata secondo una prospettiva sostenibile e moderna.  L’esposizione dedicata all’architetto Stefano Boeri e lartista Maria Lai è uno dei tanti esempi del valore che si deposita attorno a delle opere ben definite, che siano dipinti, oggetti di design o costruzioni che si mostrano in tutta la loro bellezza. Il progresso prima di vederlo bisogna sentirlo e accompagnarlo nel binario giusto, che nel caso specifico porta alla Stazione dell’arte di Ulassai, una vera istituzione qui in Sardegna. Le due figure vengono da due direzioni differenti, ma la loro visione non è mai stata così lontana, nonostante i mezzi espressivi siano agli opposti.

Umanità e natura

Questa stretta relazione tra l’umanità e la natura ci ha portato a vederci come un insieme coeso, dove oggi si sente il bisogno di riappropriarsi dei propri spazi rispettandolo in tutto e per tutto. «Non è un caso – afferma il sindaco di Ulassai Gian Luigi Serra – che il museo riapra con la mostra Sii albero. Il lavoro di Boeri, in comunione con le opere di Maria Lai, recupera tutto quello che ci è di più caro: la natura, la biodiversità culturale, la relazione. In questo contesto, vogliamo tornare a fare comunità e cultura». Due aspetti che non vanno mai staccati, ma che devono proseguire insieme ricreando quella sinergia che serve a generare equilibrio tra i due estremi. Sii Albero innesta queste due discipline creando un percorso ampio che si sedimenta nel cuore della società odierna.

«Se lattività di Boeri – afferma Davide Mariani, direttore della Stazione dellArte –  è nota per la continua ricerca di unalleanza tra esseri umani e natura vivente, con diverse soluzioni architettoniche divenute celebri in tutto il mondo, come i Boschi Verticali, e per unattenzione particolare rispetto al recupero di quel legame tra uomo e ambiente, in cui la natura diventa facilitatrice dei rapporti umani, come nelle installazioni urban hugs” e radura”, anche Maria Lai in più occasioni, ha realizzato opere incentrate sui talvolta fragili equilibri sociali e ambientali».

Il programma

Sii Albero si suddivide in tre momenti ben distinti. Il primo riguarda il project room del museo, dove è presente una delle opere dell’archistar milanese: Il bosco verticale. Non quello vero, sia chiaro, ma una riproduzione fedele in scala 1:50 del primo prototipo realizzato in zona Porta Nuove a Milano, con ben due torri di 80 e 112 m avvolte da 800 alberi. Questo piccolo bosco verticale si trova all’interno della Casa delle Janas, concedendo al pubblico l’occasione di riflettere sui cambiamenti in atto nella nostra società, riscoprendo i valori della nostra cultura e i dettagli che risiedono nei piccoli borghi. Inoltre, c’è Il ciclo della vita e della natura, situato all’interno del parco della Stazione dellArte. Qui il legame si esprime in due opere precise: Fiabe intrecciate. Omaggio a Gramsci (2007) e Radura degli abbracci (2017). Nell’opera di Maria Lai i bambini saranno destinati a ricomporre la frattura tra passato-presente, e, di conseguenza, tra uomo e natura. Quando si arriva davanti alla scultura di Boeri, Radura degli abbracci, si potrà vivere un’esperienza di forte intimità che non sacrifica, come può sembrare dall’esterno, il contatto con l’ambiente, guidati dalla musica di Piero Salvatori. La mostra si si chiuderà nel presente, con Radura della memoria, lultima grande installazione di Boeri costruito dopo il crollo del Ponte Morandi avvenuto a Genova nel 2018.

Riccardo Lo Re

Credits

  • jan huber unsplash
  • jose maria sava unsplash
  • Stefano Boeri Architetti Un Bosco Morto Le Troiane Siracusa progetto scenico ph. Tommaso Le Pera

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