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Post Material, la nuova collezione di Antonio Marras

Presentata la nuova collezione Primavera-Estate dello stilista sardo, tra mito e leggenda

Antonio Marras

È una storia che si intreccia alla leggenda quella che lo stilista Antonio Marras ha deciso di raccontare con la sua nuova collezione primavera- estate 2022 presentata alla Milan Fashion Week. Una richiesta d’aiuto dopo il rovente periodo estivo che ha travolto la Sardegna e che vede il suo inizio con una preghiera: Santu Lussurgiu proteggici!

Il santo soldato

Secondo la tradizione cristiana, San Lussorio (dal latino Luxorius o Luxurius) fu un martire ucciso durante le persecuzioni di Diocleziano nel 304 nella città di Forum Traiani, l’attuale Fordongianus nella provincia di Oristano. Le sue spoglie furono portate insieme a quelle di Sant’Agostino a Pavia, dove tuttora riposano. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica ed è patrono di diverse località tra cui Pisa, dove è conosciuto con il nome di San Rossore. Alla sua figura è dedicato anche il comune eponimo di Santu Lussurgiu, che si trova sul versante orientale della regione storica del Montiferru. È qui che Antonio Marras racconta del suo dolore.

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La sfilata

“Avevo una ferita in fondo al cuore, la sentivo, la sentivo bruciare, ma non volevo soffrire”. Antonio Marras sceglie la voce della cantante Nada per narrare dei fuochi della Sardegna, e una rigogliosa foresta di sterpi come teatro della sua sfilata. È ciò che resta dell’incendio che ha devastato Montiferru. Giovani – ragazzi e ragazze – sfilano nella natura di un tempo che fu, una surreale passerella fatta di brace e raso. Le donne indossano camicie incastrate di pizzi, ritagli, sangallo e ricami, tailleur fiorati e ricamati. Gli uomini sono dei puzzle di intarsi, quadri, tartan, righe e fiori. Così si forma il palcoscenico della rinascita che è anche memoria dei nuraghi, dei pastori, delle Janas e dei giganti che abitano queste terre. Affinché possano tornare più verdi di prima. “Ho così preso, toccato, guardato la ferita e col tempo l’ho ricucita. Ora è un ricamo in fondo al cuore”. (Francesco di Nuzzo)

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