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Piaget Polo Skeleton, l’insostenibile leggerezza del tempo

Per realizzare il nuovo Piaget Polo Skeleton, la Maison ha unito la scheletratura a un calibro ultrapiatto. Il risultato: un orologio che è un ricamo

Piaget Polo Skeleton

Il Polo di Piaget è un orologio che spesso ha diviso gli appassionati. Figlio degli anni ’70 (è stato lanciato nel 1979), è da sempre riconoscibile per la sua estetica particolare, data dalla cassa curva sormontata da una lunetta rotonda, dal quadrante coussin e dal profilo sottile. Un’estetica piuttosto unica, che non è fatta per le mezze misure: o piace, o non piace.

Il bello di Piaget è il fatto che, nei decenni, ha prestato poco orecchio a queste diatribe andando dritta per la propria strada, sicura di quel successo che il Polo ha saputo costruirsi all’interno del segmento degli orologi sporty-chic. Così sporty ma, soprattutto, così chic, che la Maison svizzera lo ha presentato quest’anno in una versione super esclusiva: il Piaget Polo Skeleton.

L’arte della scheletratura

In orologeria, infatti, esistono poche espressioni che fondono tecniche più raffinate di quella della scheletratura. Una lavorazione che può essere effettuata riducendo al minimo la struttura dei quadranti (operazione relativamente più facile) oppure quella dei movimenti. Quest’ultima è la vera prova artistica di maestria che segna il confine tra la bravura e l’eccellenza. E questa è del tutto espressa nel Piaget Polo Skeleton.

Concepire un movimento scheletrato già in fase di progettazione, e rivelare così il vero cuore pulsante dell’orologio in tutto il suo splendore meccanico, è un lavoro che richiede visione, fiducia, tempo e la grande abilità ed esperienza di numerosi specialisti; un settore in cui la Maison Piaget è protagonista da cinquant’anni a questa parte.

I primi orologi scheletrati di Piaget furono infatti realizzati negli anni Settanta e, come molte delle creazioni del marchio, attirarono immediatamente un seguito di alto profilo. Una fra le prime e più note celebrità a scegliere questi segnatempo fu la leggenda del jazz Miles Davis, che era solito arrivare agli spettacoli con una valigetta contenente una selezione di orologi, compresi quelli di Piaget, per poi scegliere quello della serata solo poco prima di salire sul palco. Nelle sue esibizioni più importanti, indossava spesso al polso un modello squelette in oro di Piaget.

Calibri ultrapiatti

Ma per parlare del Piaget Polo Skeleton non si può dimenticare anche l’altra grande caratteristica per la quale il marchio svizzero è celebre: la sua predilezione per i calibri e gli orologi ultrapiatti. Piaget è infatti da tempo rinomata per la creazione di meccanismi di eccezionale sottigliezza e ha spesso coniugato queste sue due eccellenze distintive sviluppando calibri sottili scheletrati.

Piaget ha infatti stabilito molteplici record, realizzando i movimenti squelette più sottili sul mercato che possono incorporare complicazioni come tourbillon o fasi lunari, oppure lavorazioni come le smaltature o l’incastonatura di diamanti. Il tutto abbinato alla carica automatica.

Piaget Polo Skeleton: la sintesi di due arti

Potendo contare su questa esperienza pressoché unica, è stato sviluppato il Piaget Polo Skeleton. Nel concepirlo, i designer e gli ingegneri della Maison hanno dovuto tenere in considerazione gli aspetti chiave che rendono l’estetica di questo modello immediatamente riconoscibile. Lo sviluppo dell’orologio ha però richiesto la creazione di una cassa che fosse più sottile del 30% rispetto alle versioni esistenti e un’evoluzione del movimento scheletrato.

Valorizzare attraverso la scheletratura il calibro automatico 1200S, alimentato da un micro rotore decentrato con incisione del blasone Piaget, ha significato mantenere il look inconfondibile del Polo, ottenendo allo stesso tempo un nuovo mix di eleganza, usabilità e comfort grazie alla cassa più sottile mai utilizzata per un Polo.

Lo abbiamo scritto prima, progettare un movimento scheletrato non è la stessa cosa che scheletrare un quadrante. Ecco perché è decisamente di un livello superiore il calibro 1200S; interamente sviluppato e prodotto in-house, ha uno spessore di soli 2,4 mm e, nonostante l’aspetto intricato dei suoi componenti ridotti a una misura essenziale, il Piaget Polo Skeleton rimane robusto, affidabile e pratico come gli altri modelli della collezione, con 44 ore di riserva di carica e impermeabilità fino a tre atmosfere.

La cassa in acciaio da 42 mm di diametro è spessa solo 6,5 mm, quasi 3 in meno rispetto a quella dei modelli tradizionali, mentre il movimento scheletrato e le lancette sono state lavorate per ottenere la massima trasparenza, anche in un orologio sportivo come questo.

La versatilità del Piaget Polo Skeleton

Il Piaget Polo Skeleton è disponibile in due versioni, una con movimento in PVD Blu Piaget, la seconda con una finitura grigio ardesia. Il fondello in vetro zaffiro trasparente permette al movimento di essere visto e apprezzato da entrambi i lati del segnatempo; l’impressione di leggerezza che si prova attraversando letteralmente l’orologio con lo sguardo è unica.

Anche il bracciale integrato con design lucido e satinato ad H, sinonimo del Piaget Polo, è stato rivisto per poter essere facilmente intercambiabile e sostituito, senza sforzo e senza l’intervento di un orologiaio, con il cinturino in alligatore fornito insieme a ogni orologio. In questo modo si aumenta la versatilità del segnatempo e si conferisce un’ulteriore dimensione al carattere già distintivo del Piaget Polo Skeleton.

Davide Passoni

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