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Patek Philippe tra grandi complicazioni e grandi suonerie

Una storia lunga due secoli, che nel 2020 si arricchisce di nuovi pezzi straordinari firmati da Patek Philippe

Patek Philippe

Il 2020 sarà anche un anno disgraziato per l’economia in generale e per l’orologeria in particolare, ma ci sono case come Patek Philippe che hanno scelto di cavalcare la forza del proprio marchio e di presentare al mercato novità di altissimo livello, in barba a incertezze e timori.

La Maison ginevrina ha infatti sfornato a luglio tre super referenze – una ripetizione minuti, un cronografo à rattrapante e un cronografo con calendario perpetuo -, seguite a novembre da una Grande Sonnerie di altissimo pregio. Complicazioni da sempre nella natura di Patek. Ma andiamo con ordine.

Nel DNA di Patek Philippe

Già nel 1839, anno in cui fu fondata la Maison, uno dei primi orologi creati in manifattura fu una ripetizione dei quarti. Una predilezione per le grandi complicazioni che durò per tutto il XIX secolo, arrivando fino al XX, dove Patek Philippe ha espresso alcune delle sue realizzazioni più sontuose. Parliamo, per esempio, degli orologi da tasca con suoneria e indicazioni astronomiche creati per i collezionisti americani James Ward Packard e Henry Graves Junior. O del primo orologio da polso con calendario perpetuo conosciuto, realizzato nel 1925. Sul finire del secolo, fu la volta di altri due orologi da tasca unici, il Calibro 89 con 33 complicazioni – per oltre 25 anni l’orologio portatile più complicato del mondo -, e lo Star Caliber 2000 da 21 complicazioni.

Anche nel nuovo millennio, Patek Philippe non ha perso il gusto dell’eccellenza, come dimostrano l’orologio da polso Sky Moon Tourbillon del 2001, con 12 complicazioni, e il Grandmaster Chime del 2014, l’orologio da polso più complicato della Maison, forte di ben 20 complicazioni.

Ora, il 2020 si dimostra altrettanto fertile grazie alla presentazione della nuova Ref. 5303, la prima ripetizione minuti di Patek Philippe con meccanismo di suoneria visibile dal lato quadrante, il cronografo à rattrapante Ref. 5370, il cronografo con calendario perpetuo Ref. 5270 e la Grande Sonnerie Ref. 6301P.

Ripetizione Minuti Tourbillon Ref. 5303R-001

Pur in una tradizione nella produzione di orologi con ripetizione minuti che abbiamo visto lunga e articolata, Patek Philippe non abbassa mai l’intensità della sua ricerca né il livello qualitativo dei segnatempo. Lo testimonia l’orologio oggetto di questo paragrafo, il primo ripetizione minuti con meccanismo di suoneria visibile lato quadrante.

Nel 2019, la manifattura aveva presentato in prima mondiale, e in concomitanza con la mostra Watch Art Grand Exhibition Singapore 2019, un’edizione limitata a 12 esemplari della Ref. 5303.

Oggi, la Ripetizione Minuti Tourbillon Ref. 5303 entra nella collezione corrente di Patek Philippe con un design leggermente rivisitato, che si distingue per la sua architettura aperta senza quadrante che permette di ammirare, anche con l’orologio al polso, il meccanismo della ripetizione minuti all’opera, compresi, per la prima volta, i martelli e i timbri.

La trasparenza prosegue a livello del tourbillon, del quale s’intravede la parte posteriore della gabbia attraverso il contatore dei piccoli secondi a ore 6. L’estetica del calibro R TO 27 PS a carica manuale che muove il segnatempo è stata rivisitata traforando alcuni pezzi come fosse un movimento scheletrato. La platina è impreziosita da Côte de Genève circolari, incavi con decorazione perlata e martelli impreziositi da una satinatura circolare.

La cassa in oro rosa si distingue per la lunetta larga, bombata e lucida e per gli inserti in oro bianco con decorazione “a foglia” incisa sui fianchi della carrure e delle anse del bracciale. Il cursore in oro bianco per l’attivazione della ripetizione minuti, sul lato sinistro della cassa, è decorato con lo stesso motivo.

Cronografo à rattrapante Ref. 5370P-011

Fin dal 1923, Patek Philippe si cimenta con la complicazione del cronografo à rattrapante, tra le più difficili da realizzare insieme alla ripetizione minuti e al tourbillon. Tra di esse si distingue la Ref. 5370, presentata nel 2015 con cassa in platino abbinata a un quadrante in smalto nero, realizzata ora con un nuovo quadrante blu in smalto Grand Feu, che ha nella leggibilità ottimale il suo punto di forza.

L’ora e i minuti sono visualizzati con chiarezza grazie alle lancette “a foglia” di forma slanciata e con rivestimento luminescente e alle cifre stile Breguet in oro bianco applicate. La stessa facilità di lettura caratterizza anche la misurazione dei tempi brevi, con le lancette centrali del cronografo e rattrapante sottili, la lancetta del contatore 30 minuti istantaneo in oro bianco e le scale stampate in bianco su sfondo blu.

Il movimento cronografico con due pulsanti per le tre funzioni del cronografo e un pulsante integrato nella corona a ore 3 per la lancetta rattrapante è a carica manuale, con comandi con ruota a colonne e innesto orizzontale con ruote dentate. La cassa è in platino lucido, con lunetta concava e fianchi scavati e satinati.

Cronografo con calendario perpetuo Ref. 5270J-001

Quando si parla di Patek Philippe, il cronografo con calendario perpetuo è una tipologia di orologio che non può mancare, a partire dalla celebre referenza 1518 del 1941. La Ref. 5270, proposta dal 2018 in una versione in platino, con quadrante opalino dorato, e in una versione in oro rosa con bracciale in oro, viene ora affiancata da una versione in oro giallo.

Anche in questo caso la fa da padrona la leggibilità, con le indicazioni del calendario perpetuo equilibrate, la data a lancetta a ore 6 e la doppia finestrella del giorno della settimana e del mese a ore 12, completate da due piccole finestrelle tonde per l’indicazione giorno/notte e il ciclo degli anni bisestili e da una finestrella per le fasi lunari.

Le indicazioni del cronografo risaltano con le loro lancette sabbiate. La scala tachimetrica permette, abbinata al cronografo, di misurare la velocità oraria. Il calibro CH 29-535 PS Q a carica manuale è il primo movimento cronografico con calendario perpetuo interamente sviluppato e realizzato da Patek Philippe.

Grande Sonnerie Ref. 6301P

Lanciata agli inizi di novembre, questa referenza è l’erede della lunga tradizione di Patek Philippe nel campo degli orologi con suoneria, risalente addirittura al 1839. La Ref. 6301P è il primissimo orologio da polso della manifattura a proporre la grande suoneria, la più affascinante tra le complicazioni orologiere, nella sua forma più pura, completata da una piccola suoneria e da una ripetizione minuti.

È animata da un nuovo movimento a carica manuale derivato dal calibro 300 inserito nel Grandmaster Chime, il cui meccanismo della suoneria dispone in ogni momento di una quantità di energia sufficiente per battere al passaggio il numero di colpi desiderati, producendo sempre un suono di pari qualità. Suono che è accuratamente testato dal presidente di Patek Philippe Thierry Stern, come accade per tutti gli orologi con suoneria della Maison.

Per il meccanismo di suoneria, Patek Philippe ha scelto tre timbri classici: grave, medio, acuto. Le ore sono segnate da colpi gravi e i quarti da una successione di tre colpi acuto-grave-medio. Per scegliere la modalità di suoneria, l’utente deve muovere il cursore che si trova nella carrure a ore 6, secondo le posizioni “piccola suoneria” a sinistra, “grande suoneria” al centro e “silenzio” a destra.

Questa particolarità è oggetto di un brevetto già sviluppato per il Grandmaster Chime, così come un altro che permette di isolare completamente la grande suoneria in modalità “silenzio” e di eliminare, in questo modo, qualsiasi consumo di energia.

Calibro innovativo e secondi saltanti brevettati, insieme alla cassa in platino e al quadrante in smalto Grand Feu completano l’architettura di un orologio caratterizzato da ben 6 complicazioni (Grande suoneria, Piccola suoneria, Ripetizione minuti, Indicatore della riserva di carica del movimento, Indicatore della riserva di carica della suoneria, Secondi saltanti) e 3 brevetti. Il tutto per 1.150.000 franchi, anche se la vera eccellenza non ha prezzo.

Davide Passoni

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