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One Ocean: al via la formazione di 500 ragazzi sardi

Il programma triennale sulla difesa mare nasce dalla partnership tra le fondazioni One Ocean e Homo Ex Machina

One Ocean

Sempre più dalla parte del mare. One Ocean Foundation  ha appena messo in campo una nuova collaborazione con l’obiettivo di formare 500 ragazzi residenti in Sardegna. E tutto questo grazie alla partnership siglata con Homo Ex Machina, la fondazione che punta a diffondere i valori della collaborazione e della cooperazione tra persone e attività di istruzione, formazione e ricerca. Nasce così il progetto Aurora: un programma formativo triennale dedicato ai giovani di un’età compresa tra i 15 e i 20 anni e con un forte interesse per il mondo dell’imprenditorialità. A loro sarà rivolto un percorso con lo scopo di avvicinarli alle visioni e alle strategie per un futuro più sostenibile.

Saranno dunque 500 i ragazzi sardi che saranno coinvolti in un progetto pensato per diffondere ulteriormente l’attenzione verso uno sviluppo di comportamenti più attenti e consapevoli nei confronti del mare. «La collaborazione mira a combinare il percorso di formazione dei giovani, parte della cosiddetta Generazione Oceano, con la missione di One Ocean Foundation: promuovere una maggior conoscenza degli oceani attraverso la Ocean Literacy – spiegano da One Ocean -. Il fine è quindi quello di sviluppare nei partecipanti una coscienza specifica di alcuni temi legati all’oceano, in particolare dell’inquinamento marino, dell’innovazione e delle tecnologie blu. Inoltre, per approfondire ulteriormente i temi e sottolinearne l’importanza, verranno promossi incontri con leader internazionali di spicco attivi in questi ambiti».

Nelle scorse settimane, invece, One Ocean, fondazione ideata e promossa dallo Yacht Club Costa Smeralda, è stata impegnata al largo di Porto Cervo in una operazione che si è conclusa con il posizionamento di alcuni sensori nelle profondità del Canyon di Caprera con l’obiettivo di studiare e monitorare i comportamenti dei cetacei. Un progetto, questo, portato avanti con la collaborazione del Cmre della Nato.

Dario Budroni

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