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Nur Way, la Sardegna tra storia e tecnologia

Il progetto cluster dell’Università degli Studi di Sassari che unisce le conoscenze tecnologiche e i saperi accademici sui nuraghi

Nur Way

La Sardegna, con servizi come Nur Way, sta puntando molto sul rilancio del suo patrimonio preistorico. Solo qui, in quest’isola al centro del Mediterraneo, è possibile fare un salto indietro nel tempo ed esplorare uno dei periodi più antichi che la storia ricordi. I nuraghi, sparsi in tutta la regione, sono una delle prime testimonianze della presenza dell’uomo in Sardegna, ancora oggi visitabili essendo in gran parte rimasti intatti. Qui il merito è doppio. La natura, una delle colonne portanti della Sardegna, ha saputo preservare la loro struttura sino ai giorni nostri, mentre gli studiosi hanno cominciato a scavare in profondità cercando gli usi e i costumi della civiltà nuragica. Queste due forze hanno tenuto in piedi un capitale inestimabile prima dell’avvento della scrittura, tanto che solo qui si possono trovare questi complessi architettonici in tutto il loro splendore.

Nur Way

Nur Way, condivisione di contenuti

Trovare queste costruzioni in pietra al di fuori della Sardegna è un’impresa a dir poco impossibile. Sembrano davvero delle opere forgiate dalla natura stessa, da quanto si sono integrati attorno al paesaggio. Un luogo che per altro sa come stupire il turista, illuminandogli gli occhi sin dal primo momento. Quello che però è mancato in questi anni è saper restituire tutto questo connubio di saperi del passato in una forma adatta ai tempi moderni. Il presente parla in base alle immagini, alle nuove tecnologie che si traducono in piattaforme digitali in continua evoluzione. Da questo desiderio di innovazione Nur Way rappresenta una delle risposte più concrete; un progetto nato nel 2018 grazie al supporto dell’Università di Sassari, Sardegna Ricerche e di altri grandi soggetti istituzionali che hanno voluto sostenere il servizio per rilanciare il turismo anche sotto l’aspetto artistico. L’obiettivo è di trasferire i saperi a un pubblico ampio seguendo un approccio sofisticato e alternativo, un aspetto fondamentale in vista dei programmi futuri. Solo così si renderà accessibile agli operatori di questi siti un unico canale dove poter scambiarsi informazioni e conoscenze ai fini turistici.

Di cosa tratta Nur Way

La divulgazione dei saperi rappresenta il fine ultimo di questo progetto, e per raggiungerlo serve unire più voci possibili così da permettere di distribuire una conoscenza corretta della preistoria. Nur Way sta mettendo in campo diverse collaborazioni con i vari dipartimenti universitari, creando una sinergia che in questo caso accresce e migliora l’offerta culturale e archeologica dell’isola.

C’è il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali, di Architettura, Design e Urbanistica, di Agraria e di Chimica e Farmacia, ai quali va aggiunto il sostegno più che indispensabile delle piccole e medie imprese, tra cooperative e fondazioni ramificate sul territorio.

Reale e virtuale

Una volta trovati i sostenitori, servono i mezzi adatti per comunicare al meglio l’esperienza dei nuraghi in Sardegna. Nur Way ha scelto di puntare innanzitutto sui canali tradizionali, creando un un percorso narrativo già fortificato dalla presenza di contenuti di qualità, per poi intervenire su un settore in questo momento poco esplorato. Con i canali virtuali si può davvero creare un mondo da zero, sfruttando le conoscenze sin qui acquisite durante gli studi. Con la ricostruzione virtuale (tramite immagini, video 3D, realtà aumentata e gaming), i siti nuragici riacquisiranno l’identità passata, insieme a delle parti in cui spiegheranno nel dettaglio quanto appena visto dall’utente.

Riccardo Lo Re

Nur Way

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