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My body My choice – Gucci Cruise 2020

La Collezione più femminista di sempre

La passerella è buia, illuminata solo da qualche torcia, e le statue dei Musei capitolini vigilano su creature inconsuete che si aggirano in un’atmosfera cupa e inquietante. L’Impero di Roma domina con la sua grandeur e le toghe si alternano a capi femminili barocchi e opulenti.

Libertà di stile e di pensiero sono le grandi protagoniste della sfilata Gucci Cruise 2020, un inno alla liberazione sessuale e al diritto di scelta. My body My choice è il mantra evocato da blazer e felpe, e un maxidress bucolico esibisce un ricamo di utero e ovaie fioriti. Gli slogan di stampo femminista e gli inni a libertà ed eguaglianza sono il file rouge della collezione, che utilizza la moda come veicolo per diffondere messaggi sociali e politici, e per combattere il ritorno agli oscurantismi del passato.

L’impatto è molto forte, la provocazione a cui Alessandro Michele ci ha abituati coglie nel segno e non lascia indifferenti né noi né la platea curiosa. Oltre ai richiami alla gloriosa civiltà dell’età imperiale romana, al suo classicismo e al paganesimo, è evidente il tributo agli anni ’70, e fra busti e statue spunta un lenzuolo/manifesto con una scritta di protesta, citazione delle modalità espressive degli anni delle battaglie studentesche e delle manifestazioni di piazza.

La moda di Michele si rivela ancora una volta una riflessione sulla vita e la morte: utilizzando il passato per leggere il presente, crea un nuovo immaginario estetico, il cui intento è la libera espressione di se stessi e del proprio corpo.

I personaggi immaginari che popolano il mondo di Gucci si liberano dalle catene per mostrarsi nella loro piena individualità: modelli che esibiscono erculei e vistosi gioielli, modelle che indossano abiti dai colori vivaci e dai ricami sontuosi, ma anche divertenti Mickey Mouse che fanno capolino su maglie e borse logate.

Un austero e torbido stile ecclesiastico si evince da mantelle e cappotti severi, e un copricapo piumato incorona, con un effetto tridimensionale, un abito in stile anni ‘30 decorato con cristalli e dettagli in seta moiré. E poi sfila una morbida tote con il dettaglio Morsetto, capi Seventies abbinati a maxi cappelli e occhiali oversize, completi tartan, broccati, calze di pizzo, sneakers e abiti drappeggiati, e su tutti sorprendono le cases portachitarra col monogramma. Tutto coesiste con tutto, un’armoniosa gamma di contrasti e stili unisce tutti nella diversità, nell’amore per la trasgressione e nella ricerca di un’etica al di là dei pregiudizi.

I colori protagonisti sono quelli tipicamente invernali, spiccano il verde acceso, il viola e il bordeaux, le immancabili stampe e i decori floreali distintivi della Maison.

My body my choice, lo slogan femminista degli anni ’70, appare anche sul retro della t-shirt gialla con il logo di ChimeForChange, disegnato dall’artista MP5. Il 100% delle vendite della t-shirt sarà devoluto a enti di beneficenza. Chime, la campagna globale di Gucci, sta finanziando una serie di organizzazioni che si occupano dei diritti alla salute sessuale e familiare. Hanno sfilato il cantautore Bradford Cox, l’artista Joshua Hopping e l’attrice Nicole Guerzoni, testimonial d’eccezione dell’ecletticità della collezione.

“Lo show è un inno alla libertà”, ha dichiarato Alessandro Michele parlando di Cruise 2020, e il nostro inverno sarà il più femminista mai visto sulle passerelle.

Nathalie Anne Dodd

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