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Montarbu, la foresta magica nell’Ogliastra

Si estende per ben 2700 ettari tra i territori di Seui e Ussassai e dal 1980 ed è dichiarata oasi di protezione faunistica

Foresta di Montarbu

Nel 1826 il Conte Carlo Alberto della Marmora, senatore del Regno di Sardegna, pubblicava a Parigi i suoi studi sull’isola in una raccolta di osservazioni sulla storia e i paesaggi chiamato Viaggio in Sardegna. Proprio in questi scritti ricchi di descrizioni di luoghi e tradizioni il Conte aveva dedicato una sezione anche alla Foresta di Montarbu, un bosco nella zona dell’Ogliastra che lo affascinò, tra le altre cose, per i suoi alberi fitti e alti che a detta sua “nel percorrere i sentieri interni, era buio anche di giorno”.

Oggi, sebbene negli anni passati sia stata sottoposta a delle attività di disboscamento, quella di Montarbu è una foresta rigogliosa e dai mille volti che si estende per ben 2700 ettari tra i territori di Seui e Ussassai e dal 1980 è dichiarata oasi di protezione faunistica.

Montarbu, un mondo tutto da scoprire

Passeggiando tra i suoi sentieri, ognuno dei quali ben segnalato, scoprirai che al suo interno si nasconde un intero mondo, a partire dalla terra stessa, che in alcuni punti si erge con i suoi tacchi calcarei chiamati tonneri fino quasi a toccare il cielo, diventando la dimora di numerose specie animali e vegetali.

Tra i suoi meandri scoprirai che anche i torrenti si sono fatti strada tra gli alberi nel corso del tempo. Uno dei più conosciuti, il Rio Ermolinus, ti accompagnerà lungo i tanti percorsi adatti a visitatori di tutte le età tra i profumi del pungitopo e dell’agrifoglio, mentre addentrandoti tra queste valli ti capiterà di ammirare anche i grandiosi lecci secolari, presenze costanti nel panorama boscoso della Sardegna. Proprio il Rio Ermolinus ti porterà a scoprire una delle cascate più affascinanti della zona, la cascata di Middai, con un salto a strapiombo di circa 28 metri in mezzo alla vegetazione e alle pareti di calcare segnate dagli elementi.

Tra le conifere sempreverdi e il sottobosco potrai avere la fortuna di avvistare animali come la volpe, il cinghiale, il cervo, il muflone, l’elusivo gatto selvatico e ancora altri, mentre proprio sopra di te scorgerai di tanto in tano in volo l’avvoltoio monaco, lo sparviero, il falco pellegrino, l’aquila reale, il grifone e il nibbio.

Il sito archeologico di S’Orgionoliga

Non solo natura, però. Perché non c’è angolo della Sardegna che tra le sue montagne o vallate non nasconda anche una testimonianza archeologica delle civiltà passate, come se la Sardegna stessa volesse costantemente ricordare e non dimenticare chi ne ha attraversato le valli nei secoli. Tra questi paesaggi dominati dal verde, infatti, potresti imbatterti nel sito archeologico di S’Orgionoliga, di cui oggi restano tracce di una fonte sacra, dell’omonimo nuraghe e del Nuraghe Analù. Passeggiando in mezzo all’antico sito nel silenzio di questo luogo ti sembrerà quasi di sentirle quelle popolazioni millenarie, mentre innalzano canti e preghiere alle divinità della natura e costruiscono i maestosi nuraghe, un blocco di pietra alla volta.

Mentre visiterai la foresta di Montarbu potrai anche decidere di portare con te il pranzo al sacco o di fermarti di tanto in tanto per riposare: i sentieri, infatti, sono attrezzati con aree di sosta talvolta anche panoramiche, da cui potrai ammirato panorami mozzafiato delle vallate circostanti.

Come arrivare

L’ingresso alla foresta è situato presso l’area della Casa Forestale di Montarbu. Potrai raggiungerla uscendo da Seui e procedendo in direzione Ussassai per 8 chilometri, quindi lasciandoti la Strada Provinciale alle spalle per svoltare a destra e immetterti in una stradina sterrata. Segui le indicazioni per Tonneri e Perda ‘e Liana e raggiungi la stazione di Villagrande Strisaili, quindi dopo alcuni chilometri prendi la destra al bivio per Montarbu.

In alternativa, è possibile arrivare alla foresta anche grazie al Trenino Verde, che potrai prendere dalla stazione di Mandas.

Benedetta Piras

Crediti foto:

  1. Giorgio Altieri da Flickr, CC BY-NC-ND 2.0
  2. Mattu G. CC BY-NC-SA
  3. Giorgio Altieri da Flickr, CC BY-NC-ND 2.0

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