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Mirtò, tra la Sardegna e il Portogallo

L’edizione 2021 Mirtò è stata confermata dal 17 al 20 agosto. Ma si guarda già al 2022, con una tappa a Portimão

Mirtò

È arrivata la conferma. Mirtò, il festival internazionale del mirto lancia, si terrà dal 17 al 20 agosto 2021 a Olbia con una lunga serie di eventi ramificati su tutto il territorio. L’emergenza sanitaria sta rendendo difficile, non son impossibile, una organizzazione nel lungo periodo. Ma gli appuntamenti durante la stagione estiva non possono mancare. Anzi, sono la colonna portante di un altro tipo di turismo, quello dei sapori e delle tradizioni autoctone. La Sardegna, compatta e circondata da un mare unico come il Mediterraneo, è allo stesso tempo fatto di diverse sfumature, che non fanno altro che rafforzare le qualità regionali, spaziando dall’alto artigianato (i tessuti e le ceramiche, per citarne alcune) a quello gastronomico.

Mirtò, il festival dei sapori

Il mirto è solo uno dei tanti prodotti caratteristici di questo territorio. Il simbolo dell’amore, secondo la leggenda romana racconta, e di forza, come racconta il mito greco di Myrsìne. Ma tutto questo può essere ricondotto al tema della purezza, dove l’amore e la forza possono diventare un riparo dai vizi quotidiani, come viene spiegato da Ovidio nel testo de I Fasti. In tutte le leggende, c’è sempre un fondo di verità. Che sa quando comparire per presentare le sue virtù inconfondibili. Il mirto è puro, raffinato, ed emerge nel punto migliore della stagione, la primavera. Una volta lavorato e imbottigliato, tutta la sua essenza si trasferisce in un liquore semplicemente squisito. Un prodotto raro che può essere assaporato nelle grandi occasioni di festa, come il Mirtò, il festival dei sapori per eccellenza.   

L’edizione passata

La scorsa edizione, nonostante tutto, si è tenuta regolarmente, con la città di Olbia che in quei giorni si è trasformata. Mirtò non riguarda un specifico luogo, ma si estende su diversi quartieri.

Un modo non solo di farla conoscere al grande pubblico, ma anche di renderla partecipe nella sua interezza. Lo spazio non è solo ad uso e consumo del mirto, che continua a mantenere la sua centralità in questo evento. La tradizione dell’isola viene esposta in tutte le sue forme, dai vini, con il contributo del Consorzio del Vermentino di Gallura Docg, all’esposizione di prodotti artistici e artigianali, con la possibilità di accesso ai poli museali di Olbia.

Mirtò nei prossimi anni

Ma ora si guarda molto al futuro. E l’orizzonte del festival non sembra volersi fermare alla Sardegna. «Stiamo già lavorando per l’edizione di Mirtò del 2022 – afferma all’ANSA il vicepresidente dellassociazione Salvatore Pinducciu,- quando speriamo che le condizioni sanitarie ci consentiranno di portare Mirtò per la prima volta in Portogallo, a Portimão, che entrerà a far parte delle città del mirto, una destinazione conosciuta, per la presenza del circuito che ha ospitato il Gran Premio di Formula 1 nel 2020 e il Motomondiale». E si parla già di grosse collaborazioni tra alcune aziende di mirto in Gallura e in Portogallo.

Riccardo Lo Re

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