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Luci sul mare, i fari della Gallura da Olbia a Santa Teresa

Sono numerose le strutture di segnalazione costruite su promontori, isole e scogliere. In Costa Smeralda tutti pazzi per il faro di Capo Ferro

fari Gallura Capo Ferro

Li vedi da lontano. Dominano mare e scogliere. E quando cala l’oscurità, le lanterne si accendono con lo scopo originario di indicare la via a navi e piccole imbarcazioni. Sono i fari, torri luminose e ricche di fascino che anche in Gallura sanno bene come conquistare la scena. Da Santa Teresa a Olbia, passando per la Costa Smeralda, le coste di questa fetta di Sardegna sono infatti punteggiate da numerose strutture di segnalazione, solitamente di colore bianco. Da sempre mete di curiosi, escursionisti e viaggiatori, ultimamente i fari sembrano però godere di una nuova ribalta grazie ai social e a Instagram in particolare.

Il faro di Capo Ferro

Basti pensare al faro e al fanale del promontorio di Capo Ferro, ormai uno dei luoghi più visitati della Costa Smeralda. Sono infatti tante le persone che ogni giorno raggiungono Capo Ferro, a brevissima distanza da Porto Cervo,  per ammirare il mare, le scogliere e le due strutture di segnalazione, per poi fare il pieno di like su Instagram e Facebook. Il pezzo è forte è sicuramente il fanale: una torre cilindrica bianca e rossa che, insieme a un’altra costruita di fronte, delimita il passaggio tra Capo Ferro e l’Isola delle Bisce. Un fanale che si trova immediatamente sotto un grande faro bianco, attivo dal 1858, ancora abitato da un guardiano e dalla sua famiglia.

Il faro di Capo Testa

Celebre è anche il faro di Capo Testa, nel territorio di Santa Teresa di Gallura, nell’estremo nord della Sardegna, inaugurato nel 1845 e ben visibile dall’Arcipelago della Maddalena e dalla Corsica. 

Un faro che si sviluppa verso il cielo e che è stato costruito al centro di un paradiso ambientale. E cioè il promontorio di Capo Testa, d’estate ogni giorno preso d’assalto da migliaia di turisti attratti dalle trasparenze del mare, dallo spettacolo delle onde e soprattutto dai giganteschi graniti modellati dal tempo.

Il faro di Punta Palau

Sempre nel nord dell’isola, a Palau si possono poi ammirare il faro di Punta Palau, il faro di Punta Sardegna e il faro di Capo d’Orso. Tre strutture diverse tra loro che contribuiscono a rendere ancora più bello un territorio già ricco di storia e capolavori della natura. Più a sud, alle porte del golfo di Olbia, c’è invece l’antico semaforo di Capo Figari, in cima all’omonimo promontorio che sovrasta Golfo Aranci. Non più in funzione, la struttura è famosa per aver ospitato, negli anni Trenta, importanti esperimenti condotti da Guglielmo Marconi in persona. Inoltre, il semaforo di Capo Figari è da anni una delle mete preferite dagli escursionisti, per via anche del paradiso ambientale che si sviluppa ai suoi piedi.

E un suggestivo faro si trova anche a Olbia, precisamente alla bocca del golfo interno, sull’isoletta che si chiama appunto Isola Bocca. Inaugurato nel 1887, e ancora funzionante, il faro è un vero e proprio simbolo della città. Trovandosi in un’isola, la struttura non è facilmente raggiungibile. Da alcuni anni, però, l’associazione Insula Felix organizza degli interessanti tour in battello nel golfo tra filari di cozze e insenature, con tappa  e aperitivo al faro.

E a proposito di fari, non si può non ricordare quello dell’isola Tavolara, da molto tempo in disuso. La particolarità, qui, è che la lanterna, ormai quasi cento anni fa, era stata smontata e poi spedita a Trieste, per essere infine montata in cima al famoso Faro della Vittoria, un imponente e importante monumento nazionale, oltre che uno dei simboli triestini.

Dario Budroni

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