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LemONS, un atlante linguistico digitale

Tutti i dettagli del progetto nato grazie al supporto del Collegio Scientifico de s'Academia de su Sardu in collaborazione con la Fondazione di Sardegna

Pasca Manna

Il 2023 comincia con una straordinaria novità. Lo scorso 7 gennaio è stato presentato infatti il nuovo progetto nato grazie alla sinergia tra il Collegio Scientifico de s’Academia de su Sardu e la Fondazione di Sardegna. Si tratta di LemONS, un programma di lungo periodo che porterà alla creazione di una  piattaforma digitale. O meglio di un atlante linguistico digitale dei lemmi sardi. L’obiettivo è di creare uno strumento di condivisione e di coesione linguistica. Un punto di riferimento per studiosi e non solo che possono dunque contare di   un’opera capace di unire tutte le varianti delle parlate del Campidanese e del Logudorese-Nuorese. Un traguardo possibile grazie a una formula standardizzata  a cui ricondurre ciascuna variante.

Come riporta l’Ansa «la necessità di questo strumento – ha spiegato Massimo Madrigale, che ha mostrato nel dettaglio lo strumento – nasce dal fatto che per secoli tutti hanno scritto il sardo senza una norma ortografica, come potevano. Ciò ha alimentato il falso mito che il sardo sia una lingua misteriosa, impossibile da studiare e da standardizzare, e che in Sardegna non ci sia e non possa esistere una lingua comune, perché ci sono 377 lingue diverse: tante quanti sono i comuni dell’isola».

Lo scopo, come sostengono anche gli altri esperti Stefano Cherchi, Andrea Picciau e Alessandra Pinna è di creare un vero dizionario linguistico. Un’eredità da conservare e da tramandare nel  tempo. «Pensiamo che questo lavoro sarà estremamente utile per chiunque voglia “orientarsi” nella notevole e preziosa ricchezza della nostra lingua, – dicono gli esperti – è quello di selezionare una forma standard di ogni parola della lingua sarda. per coloro che vogliono studiarla e per promuoverne l’uso da parte delle istituzioni». E la scelta della piattaforma non è un caso dato che si appoggia sullo stesso software di Wikipedia che garantisce una gestione ed elaborazione dei dati semplificata e immediata così da renderla disponibile per qualunque dispositivo.  «Una svolta all’insegna della coesione linguistica – conclude Pinna – e dell’originale combinazione fra studio, ricerca e innovazione digitale».

Riccardo Lo Re

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