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Le “Umane Connessioni” di Jole Serreli in mostra a Sassari

Dodici opere esposte che dialogano con alcuni tra gli artisti più importanti del Novecento sardo: Biasi, Ciusa e Altara

Jole Serreli

Varcata la porta di questa mostra si accede ad un mondo intimista capace di sprigionare forti tensioni emotive. Si stacca un biglietto per un viaggio alla scoperta di una tra le artiste sarde più interessanti del panorama contemporaneo: Maria Jole Serreli. L’artista, allieva del grande Maestro Pinuccio Sciola vive a Marrubiu in provincia di Oristano. Le dodici opere, racchiuse nel titolo “Umane Connesioni”, sono state appositamente create per l’associazione Artecircuito e saranno esposte fino al 26 novembre nella galleria di via Enrico Costa a Sassari.

Il filo conduttore è l’utilizzo del materiale: vecchi tessuti ricamati dalle tonalità chiare che fuoriescono da un base di velluto scuro per andare a plasmare dei volti umani tridimensionali. “Lei è una voce da ascoltare – ha spiegato il presidente dell’associazione Artecircuito Luigi Angius – perché ha una forte personalità che trascende nella spiritualità. E la sua sensibilità, i suoi ricordi del passato vengono intrappolati nelle trame dei fili che si trasformano in emozioni che cercano di connettersi con l’ambiente circostante. La mostra che proponiamo in questi giorni – ha poi proseguito Angius- è nata da una visita che le feci diversi mesi fa nel suo studio e vedendo un lavoro che mi era particolarmente piaciuto l’ho incoraggiata a svilupparlo per la produzione di invero e proprio progetto. Ma non ci siamo fermati qui perché abbiamo voluto inserire nell’esposizione anche altre opere di grande valore del ‘900 sardo come quelle di Francesco Ciusa, Giuseppe Biasi ed Edina Altara. Un ponte tra il passato e il presente dell’arte sarda con diversi punti in comune per spiegare in che modo l’arte si evolva e come pur essendo lavori completamente diversi abbiano dei riferimenti analoghi”.

Appassionata studiosa di artisti come Alberto Burri, Lucio Fontana, Maria Lai, Pinuccio Sciola e Costantino Nivola, Jole Serreli ha creato un suo universo poetico, in cui sperimentare una grande varietà di tecniche e materiali dando vita a diversi cicli di opere.  E per farlo si ispira alla sua Sardegna, al lavoro tipico di ricamo di quei centrini utilizzati come ornamento nelle case dei nonni sardi, ma anche a quei copricapi di alcuni costumi sardi come quello di Ollollai riprodotto tra l’altro in una delle opere di Giuseppe Biasi esposte a Sassari.  Dopo aver proposto il suo lavoro in diversi luoghi pubblici e privati in Italia e all’estero, Jole Serreli continuerà, poi, il suo percorso artistico che la vede impegnata con una galleria internazionale e in un progetto legato allo storico distretto della ceramica nella contea di Ronchang in Cina.

 

Davide Mosca

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