Home / Dintorni/Attualità  / La spirulina prodotta nelle miniere del Sulcis

La spirulina prodotta nelle miniere del Sulcis

I dettagli sul Progetto Spirulina del Sulcis sul sito della Carbosulcis

spirulina

Lo chiamano Progetto Spirulina del Sulcis sul sito della Carbosulcis, l’azienda che ha gestito l’ultima miniera del Sulcis nel sud Sardegna e che nel 2019 ha cessato definitivamente la propria attività estrattiva. Il nome del progetto racconta già qualcosa di sé, ma dal 2019 a oggi ne hanno parlato anche diverse testate e notiziari nazionali che raccontano come nella miniera di Nurax Figus nell’isola dei nuraghi, la Carbosulcis insieme al CREA dell’Università degli Studi di Cagliari abbia deciso di iniziare a studiare e testare un processo di produzione dell’alga spirulina nelle viscere della terra.

Si tratta di un processo nuovo, dedito all’economia green proprio tra quelle gallerie in cui, fino a pochi anni prima i minatori operavano a pieno regime. L’obiettivo è quello di creare la spirulina attraverso un sistema di giganteschi tubi di vetro e alambicchi, permettendo di fatto – grazie soprattutto al clima già caratteristico di questo ambiente- la crescita di quest’alga conosciuta da migliaia di anni. Il processo è adesso nelle sue ultime fasi di test e uno dei ruoli più importanti è senza dubbio quello rivestito dalla falda acquifera che si trova appena sotto la miniera e che unita ad un fotobioreattore permetterà alla spirulina di crescere nei tubi di vetro che corrono per tutta la miniera nel corso di tutto l’anno.

La produzione e l’utilizzo dell’alga ha preso piede già da qualche tempo grazie soprattutto ai suoi molteplici impieghi e ai suoi grandi benefici. La spirulina infatti può essere utilizzata nei settori cosmetico, alimentare e degli integratori grazie all’importante apporto proteico di questo alimento e si stima che entro il 2027 questo mercato avrà raggiunto il valore di oltre 380 milioni di dollari.

Oltre al progetto legato alla spirulina se ne sono poi aggiunti altri nello stesso sito, tra cui la creazione di un Hub energetico per la produzione di energia solare e fotovoltaica, sfruttando l’area sopra la miniera e il progetto Aria. Quest’ultimo si avvale dei grandi pozzi verticali già all’interno della miniera e, grazie alla raffinazione criogenica attraverso una grande torre, potrebbe essere la chiave per ottenere gas rari come l’Argon 40 indispensabili nello studio della materia oscura.

Benedetta Piras

[aps-counter]