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Il primo decollo sulla nuova pista dell’aeroporto Costa Smeralda

Nell’aeroporto di Olbia si è concluso il rifacimento e il prolungamento dell’infrastruttura. La soddisfazione della Geasar Il gigantesco cantiere non si è mai fermato. La pandemia ha inchiodato il mondo ma nell’aeroporto Olbia Costa Smeralda le operazioni

Nell’aeroporto di Olbia si è concluso il rifacimento e il prolungamento dell’infrastruttura. La soddisfazione della Geasar

Il gigantesco cantiere non si è mai fermato. La pandemia ha inchiodato il mondo ma nellaeroporto Olbia Costa Smeralda le operazioni sono sempre andate avanti. E così, dopo la ricostruzione totale della pavimentazione esistente, nei giorni scorsi si è anche concluso l’allungamento vero e proprio della pista, che adesso misura 2.740 metri. Una opera molto attesa, e inaugurata con il decollo del primo aereo, alla quale la Geasar, società che gestisce lo scalo olbiese, ha dedicato importanti risorse. Da ora in poi lungo la pista nuova di zecca dell’aeroporto gallurese, sempre più proiettato verso il futuro, potranno atterrare anche gli aerei più grandi del pianeta.

La nuova pista

I lavori erano cominciati nel febbraio del 2020, prima del lockdown, e il mese successivo le operazioni di rifacimento della pavimentazione erano già concluse. Poi era stato avviata la seconda fase: l’allungamento della pista. «Oltre all’allungamento di circa 300 metri nel lato rivolto verso il mare e la statale 125, i lavori hanno permesso il recupero di ulteriori 150 metri grazie alla rimozione di alcuni ostacoli aeronautici che non consentivano di utilizzare una parte della infrastruttura in atterraggio dal lato 23 – spiegano dalla Geasar -. Insieme alle necessarie opere accessorie, è stato inoltre realizzato un nuovo raccordo di circa 500 metri per l’ingresso sulla nuova testata e ampliata la cosiddetta Resa (Runway end safety area) in testata 05, un’area di sicurezza al termine della pista concepita allo scopo di ridurre i rischi di danneggiamento degli aeromobili in caso problematiche in fase di atterraggio o decollo». Per la fine dei lavori, ormai si parla giusto delle ultime rifiniture, mancano pochi giorni. «Le lavorazioni dell’intera opera si concluderanno dopo l’effettuazione di alcune operazioni conclusive relative agli impianti di assistenza all’atterraggio e alla sistemazione delle superfici, le quali non richiederanno comunque l’interruzione dell’attività di volo e consentiranno l’utilizzo della nuova pista nella sua interezza» spiegano ancora dalla Geasar.

I numeri

Le operazioni, a Olbia, non si sono mai fermate nonostante la pandemia: 350 i giorni di lavoro, 60mila i metri di cavi posati, 6mila i metri di canalette, 15mila metri quadri di segnaletica orizzontale, 300 i metri di nuova pista. «La pandemia non ha fermato le complesse attività di realizzazione dell’opera, la quale ha subito solo parziali rallentamenti i cui impatti sono stati limitati grazie all’impegno profuso dalle oltre 150 maestranze impiegate nei lavori e dai tecnici e ingegneri di Adr Infrastrutture, Geasar, Engineering Service e Enav, nonché da quelli di Enac nel ruolo istituzionale di Autorità di controllo e degli enti di Stato – sottolineano dalla Geasar -. Tutti hanno messo in campo, oltre alle proprie competenze, anche l’orgoglio di veder completata un’opera all’avanguardia tecnologico-costruttiva, nonché di rilevanza strategica per il territorio. I lavori di riqualifica e allungamento della pista si inseriscono nell’ambito del piano di investimenti di Geasar finalizzato ad adeguare la capacità aeroportuale alle previsioni di crescita del traffico nei prossimi anni. Tali interventi, inoltre, permetteranno di gestire con maggiore efficacia operativa le movimentazioni degli aeromobili di grandi dimensioni detti “a doppio corridoio” e a incrementare il range operativo degli aerei in partenza grazie ad una maggiore distanza utile al decollo».

Dario Budroni