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Il nuovo J12 di Chanel

Dopo un paziente e preciso lavoro sul design e con un nuovo movimento, lo sporty chic di Chanel rinasce a nuova vita

Cambiare tutto perché nulla cambi. È questo lo spirito del nuovo J12 di Chanel. Il segnatempo che ha rivoluzionato il concetto di sporty chic nel mondo dell’orologeria è stato presentato a Baselworld 2019 nella sua nuova veste, rielaborato da Arnaud Chastaingt, direttore di Chanel Watchmaking Creation Studio. Chastaingt è la mente che sta dietro ai pezzi più celebri dell’orologeria firmata Chanel, dal Monsieur al Boy Friend, al Code Coco.

Il J12 nel suo destino

La sua storia professionale è legata a doppio filo a quella del J12. Quando aveva vent’anni e studiava design a Parigi, aveva sentito dire che Chanel stava lanciando un nuovo orologio di stile.
Quando vide la creazione di Jacques Helleu (era la versione nera del J12) fu per lui una folgorazione e fu il suo primo contatto, all’epoca indiretto, con il mondo dell’orologeria.
Tre anni dopo arrivò la versione nera del J12 e, contemporaneamente, Chastaingt cominciò a lavorare per Cartier, dove rimase per dieci anni, negli ultimi cinque a capo del gruppo di sviluppo di segnatempo e di orologi di alta gioielleria. Nel 2013 l’approdo in Chanel.
All’epoca, il J12 divenne la musa ispiratrice di Chastaingt. In un primo tempo si propose di non toccare il design originale di Jacques Helleu ma di rispettarlo.
Un approccio graduale all’icona di Chanel che, come primo passo, portò alla creazione della collezione speciale J12 XS, poi nel 2018 alla collezione J12 Untitled, composta da 12 orologi in serie limitata: era importante giocare con il J12 rispettandolo, prima di arrivare al faccia a faccia con l’orologio.

Faccia a faccia con il mito di Chanel

Quando arrivò, Chastaingt si trovò di fronte a due opzioni: cambiare tutto o non cambiare nulla. Alla fine decise di cambiare tutto e niente, trasmettendo questo concetto e questa mission a tutte le persone coinvolte nel progetto.
L’inizio comportò l’analisi di tutti gli aspetti del design originario, per capire quali fossero i punti di forza e quali quelli di debolezza dell’orologio.
Alla fine cambiò il 70% delle componenti del suo design, creando ciò che lui stesso ha definito “il J12 di oggi e di domani”.

Lunetta, corona e quadrante

Il primo passaggio è stato il lavoro sulla lunetta. L’anello metallico che la circonda è stato assottigliato, lavorando anche sulle proporzioni della lunetta, operazione che ha permesso di conseguenza di operare sulle dimensioni del quadrante.
È stato aumentato il numero delle zigrinature della lunetta da 30 a 40 e ora, ruotandola, il suono è più delicato rispetto a quello del primo J12.
La corona era troppo dominante e così, lavorando sul cabochon di ceramica che la completa (ora più piatto), si sono mantenuti il diametro e l’ergonomia della corona stessa, che è stata così assottigliata.
Il quadrante è stato il passaggio successivo con il lavoro su numeri e indici.
All’inizio Chastaingt pensava di fare da solo, ma poi ha capito che era importante coinvolgere la tipografia che lavora con Chanel da molti anni.
Dopo circa due mesi di lavoro, il risultato sono i nuovi numeri in ceramica, a differenza del vecchio, e una rivisitazione delle scritte AUTOMATIC e SWISS MADE, ora nello stesso font di Chanel e degli indici.

Il lavoro sulle lancette e sul bracciale

Vi è stato poi un lavoro sul bilanciamento della lancetta dei minuti con quella delle ore, riducendo la larghezza di quest’ultima per aumentare quella della lancetta dei minuti.
È stata portata allo stesso livello la quantità del materiale luminescente di entrambe.
Anche il bracciale è stato ridisegnato con un look più contemporaneo, allungandone le maglie.

Nuova cassa e nuovo movimento

La parte più complessa del lavoro è stata però quella sulla cassa. Il nuovo J12 è animato da un nuovo calibro, il 12.1, più spesso dell’originale: uno spessore che impediva di creare un orologio più comodo ed ergonomico.
La soluzione trovata prevede un profilo della nuova cassa più curvo di quello della vecchia, in modo da sembrare più sottile e diventare molto ergonomico.
La cassa, inoltre, è ora monoblocco e il fondello è in vetro zaffiro e lascia libera la visione del nuovo calibro 12.1, che da tempo era al centro di un’idea di sviluppo da parte della Maison.
Realizzato in esclusiva per Chanel dalla manifattura Kenissi, di cui la Maison possiede parte delle quote, è più robusto e affidabile del precedente ed è garantito cinque anni.
Cambiare tutto perché nulla cambi: il nuovo Chanel J12 non muta nel suo fascino e nel suo essere una pietra di paragone per l’intero mercato.

Davide Passoni

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