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Il muto di Gallura, l’unico film italiano a Torino

Prodotto da Fandango, è basato sull’omonimo romanzo di Enrico Costa che racconta della faida avvenuta nell’Ottocento tra le famiglie Vasa e Mamia

Il muto di Gallura

Un 2021 sorprendente per il cinema in Sardegna. Locarno, Cannes, Venezia, e ora Torino, con un racconto dal sapore western. Il muto di Gallura sarà l’unico film italiano presente all’interno del concorso ufficiale del prossimo Torino Film Festival. Una mostra cinematografica che guarda davvero in grande. Dalle 4500 opere giunte nel capoluogo piemontese, sono riusciti a ricavare un programma sostanzioso, con bene 181 film suddivisi tra 18 lungometraggi, 14 mediometraggi e 59 cortometraggi. Di questi ci sono ben 68 anteprime mondiali, 14 internazionali, e si arriva via via a delle prime visioni europee e italiane che vogliono marcare ancora di più l’esclusività di questo evento. Per questo la notizia di un film ambientato in Gallura diretto dal torinese Matteo Fresi dimostra una solidità nella scelta delle storie da realizzare per il grande schermo. Sardegna Film Commission incassa un altro riconoscimento ma non ha alcuna intenzione di fermarsi, vista anche la legge regionale sul cinema che è in questo momento al centro della discussione degli stati generali del cinema in Sardegna.

Chi era il muto di Gallura

Il Torino Film Festival sarà dunque il palcoscenico di un racconto scritto nel lontano 1884. L’autore era Enrico Costa, uno dei più grandi esponenti del romanzo storico sardo che decise di mettere nero su bianco le vicende de Il muto di Gallura. Una storia che dopo la pubblicazione non fece altro che alimentarne il mito di questo bandito che fu al centro di una faida familiare. In pratica questo libro riuscì con la narrazione a tramutarlo in un mito. Ma chi era in realtà costui? Sebastiano Tansu era considerato da molti uno dei più spietati criminali dell’Ottocento in Sardegna. Nato ad Aggius da una famiglia di pastori (Andrea Tansu e Agostina Razzu), fu subito marchiato dalla comunità per via dei suoi problemi fisici. Essendo sordomuto, non ci misero molto a isolarlo. E questo non fece che aumentare la rabbia trasformandola in una violenza pronta a scoppiare. L’occasione avviene con l’omicid tra io di Pietro Vasa, cugino ma sopratutto l’unico vero amico di Tansu. Motivo per cui alla notizia della sua morte cercò in tutti i modi di vendicarlo. La guerra che si venne a creare tra le famiglie Vasa e Mamia non fece sconti, causando la morte di 70 persone. E anche quando la situazione sembrava essersi sistemata, il terrore non si arrestò essendoci ancora lui a seminarlo con la sua presenza. Solo l’amore, ad un certo punto, riuscì a riportare un po’ di pace nella sua mente. Il film, con protagonisti Andrea Arcangeli (Romulus, Il divino Codino) e Marco Bullitta, uscirà prossimamente al cinema distribuito da Fandango.

Riccardo Lo Re

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