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Il muto di Gallura, il trailer ufficiale

Il film, presentato allo scorso festival di Torino, debutterà ufficialmente in Sardegna dal 24 marzo. Dal 31 sarà distribuito in tutta Italia

Il muto di Gallura

L’ultimo film di Matteo Fresi sta finalmente per approdare al cinema. Un’attesa che vale per ogni debutto (nel caso del regista si tratta dell’opera prima di finzione, dopo aver diretto un documentario nel 2014), ma che questo racconto vale doppio visto che Il muto di Gallura era l’unico italiano in corsa al Torino Film Festival, una delle mostre cinematografiche più conosciute nel nostro Paese. Dopo l’anteprima piemontese, Fandango si occuperà della distribuzione suddividendola in due diverse fasi. Dal 24 marzo uscirà per sette giorni solo in Sardegna. Un piccolo regalo al pubblico isolano che potrà assistere in anteprima alla storia incentrata sulla figura di Bastiano Tansu. Dal 31 dello stesso mese il film comincerà il suo lungo tour italiano, sbarcando nelle principali sale cinematografiche. Nel cast saranno presenti Andrea Arcangeli, visto di recente in Romulus e Il divino Codino, e Marco Bullitta.

La trama

Il muto di Gallura si colloca nella Gallura di metà Ottocento. Racconta della faida che si era venuta a creare tra due famiglie del luogo. Questo scontro tra i Vasa e Mamia fu estremamente violento, vista l’uccisione di ben 70 persone. Ma il focus del film ruota attorno a una figura centrale: Bastiano Tansu. Un personaggio che è realmente vissuto ma che sembra scritto per un romanzo. La vita gli mostrò solo che ostacoli. Un bambino sordomuto dalla nascita non poteva che subire ingiurie e soprusi da parte della comunità, fino a essere del tutto emarginato dalla società. Questo suo odio, unito alla furia che si alimenterà nel tempo, fu usato alla fine come arma per questa faida. Tansu, originario di Aggius, era un vero cecchino se si pensa alle sue abilità nell’uso del fucile.

Una mira pressoché perfetta che venne sfruttata da una delle due fazioni a seguo dalla morte del fratello Michele. Pietro Vasa era conscio delle sue capacità, e lo trasforma nellassassino più spietato. I tentativi per calmare le acque ci furono, con lo stato e la chiesa in cerca di una soluzione per arginare il problema causato dalla faida, ma il terrore dominò nel tempo anche quando si arrivò a un accordo tra le due famiglie. Essendoci ancora lui in città, la paura non poteva che soffiare contro di lui visti i trascorsi e le superstizioni che gli venivano associate. Bastiano, però, troverà un momento di pace quando incontrò per la prima volta la figlia di un pastore. Un amore che resta l’unica ancora di salvezza per questo personaggio la cui unica colpa era di non essere come gli altri.

Riccardo Lo Re

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