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Il Museo multimediale del Canto a Tenore sempre più interattivo

La nuova inaugurazione del Museo multimediale del Canto a Tenore è prevista per il 15 gennaio, con alcune novità

Che le nuove tecnologie siano uno strumento efficiente per attrarre il pubblico, è ormai un dato di fatto. Il Museo multimediale del Canto a Tenore ha deciso di prendere la palla al balzo grazie a un progetto in grado di integrare la tradizione con le potenzialità del digitale.

Dal 15 gennaio a Bitti, in Barbagia, uno dei suoi spazi culturali più caratteristici ha deciso dunque di rinnovarsi. Non un semplice cambiamento estetico, ma qualcosa di molto, molto più profondo che riguarda l’organizzazione stessa delle varie aree espositive. Il canto a tenore rientra nel grande insieme delle tradizioni sarde, una tecnica canora particolarmente suggestiva che si sente solo in questa regione. Non è un caso infatti che questo canto è stato introdotto dall’UNESCO tra Patrimoni orali e immateriali dell’umanità, grazie al suo stile inconfondibile e all’identità che è riuscita a trasmettere in alcune zone locali dell’isola.

La creazione di un museo esclusivo a Bitti, in provincia di Nuoro, non fa altro che accrescere la sua importanza. Dal 2005 è diventato un luogo di studio e di conservazione del canto a tenore, riunendo esperti, artisti o semplicemente turisti che, nelle occasioni speciali, si dirigono in Barbagia per scoprirne l’origine.

15 anni più tardi, il Museo multimediale del Canto a Tenore si troverà davanti a una rivoluzione strutturale, che guarda al futuro come ogni altro sistema museale. Si parla infatti di un ampliamento che tocca specificatamente le capacità sensoriali, dalla vista al tatto.

Il complesso sarà diviso in quattro diversi settori: I luoghi del canto, con a disposizione un visore Oculus; la Sala Tenores Interattivi; la Sala Cantos e Ballos; e, infine, un’aula didattica interattiva. Tra i vari aspetti che colpiscono di queste installazioni, c’è la Sala Tenores Interattivi, dove il pubblico, selezionando i tenori attraverso un touchpad, viene praticamente avvolto da una ricca serie di contenuti multimediali che compariranno su degli schermi verticali.

Come spiega il direttore artistico Francesco Casu all’Ansa, si tratterà di «un percorso immersivo e interattivo dove il visitatore al contempo farà esperienza del canto, comprendendone il linguaggio fonico, ritmico e le strutture musicali, saperi tramandati oralmente in una continua pratica di apprendistato diretto».

Da non perdere, inoltre, la zona dove è il ballo ad avere un ruolo preponderante. Il visitatore sarà chiamato a riprodurre i passi seguendo le indicazioni che compaiono digitalmente. Il sistema nel rilevare i movimenti, assegnerà poi un punteggio complessivo alla prova di ogni utente.

Tutto questo è stato possibile grazie al bando regionale Domos de sa Cultura, dedicato ai programmi per la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale della Sardegna. Il finanziamento di 120mila euro del Por Fesr 2014-2020 ha permesso la realizzazione effettiva del progetto, che ha visto la partecipazione di associazioni come Mommotty Srl, giovane casa di produzione cagliaritana; Istelai, società cooperativa che si occupa della gestione del museo; e Produzioni Sardegna, anch’esso rivolto verso il settore della produzione audiovisiva.

«I visitatori – conclude Marco Lutzu, il responsabile scientifico – scopriranno la storia e le peculiarità musicali del canto a tenore, il suo rapporto con la poesia e con la danza, l’importanza sociale che questo affascinante genere di canto riveste a Bitti e in tutte le comunità dell’isola in cui viene ancora oggi praticato».

Riccardo Lo Re

Fonte: Ansa.it

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