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Scienze, eccellenza sarda

La ricercatrice sarda Giulia Pilia ha effettuato un’importante scoperta sulla proteina che ripara i tessuti

Giulia Pilia

Importante scoperta attorno alla proteina che ripara i tessuti per la giovanissima ricercatrice di Sadali Giulia Pilia che, accanto alla scienziata Eugenia Piddini, decreta: «Noi abbiamo investigato il meccanismo che guida il comportamento spontaneo delle cellule leader come punto d’entrata per dettagliare la specifica quando c’è una ferita epiteliale, indicendo l’attivazione della proteina nota come p53.»

Dalla Gran Bretagna, dove vive, la notizia rimbalza nel mondo così: “Importante vedere scienziate che arrivano ai vertici”. Nel lavoro di ricerca che inorgoglisce l’Italia e la Sardegna Giulia Pilia, classe ‘87, laureata a pieni voti all’università degli studi di Padova, si dichiara colpita che l’articolo sulla sua scoperta sia uscito proprio nella Giornata internazionale della donna nella scienza e contenta che ci si sia resi conto delle difficoltà delle donne nella società dove emerge ancora troppo spesso la difficoltà a porre le donne ai vertici. Spiega poi che la scoperta pubblicata è stata accettata dalla rivista Science a dicembre e che per una casualità tecnica viene pubblicata solo l’11 febbraio.

«Bellissima coincidenza che l’articolo sia uscito proprio nel giorno che vuole celebrare la donna nella scienza, – dice Giulia Pilia – anche perché è stato redatto per l’80% da donne, è importante che le nuove generazioni vedano che ci sono ricercatrici impegnate a superare ostacoli e capiscano che si possono raggiungere i massimi livelli; il sogno è che fra qualche anno, magari servirà una generazione intera, una donna non si chieda neanche più se è possibile in quanto donna diventare una scienziata o qualunque cosa lei voglia diventare.»

E da Bristol ne è convinta anche Eugenia Piddini che, a capo del laboratorio di ricerca, spiega «Il nostro interesse era cercare di capire quando le cellule epiteliali vengono danneggiate, come nel caso di ferite, cos’è che attiva la migrazione cellulare. Gli epiteli rispondono in due modi: una risposta è lenta e una è più immediata. È una risposta naturale all’ambiente esterno e che gli epiteli diventino migratori lo sappiamo da molto tempo, ma la domanda per noi era: perché queste cellule cominciano a migrare e come mai solo alcune di loro diventano leader?»

Nel laboratorio la proteina p53 mostra non solo di attivare il meccanismo di migrazione delle cellule leader ma anche quello di eliminazione quando l’epitelio si richiude.

«Ovviamente sapere come migrano – aggiunge Giulia Pilia – può essere sfruttato per imparare a riparare meglio le ferite, o imparare meglio come informare le cellule leader.»

Le scoperte scientifiche mostrano il lato di conquista accanto a quello di promessa e per un attimo scompare l’incapacità di questo sistema di porre donne al governo. «La proteina già da tempo è nota e utilizzata nell’ambito della ricerca solo che oggi abbiamo scoperto un nuovo meccanismo che prima non si conosceva, la speranza è di capire un po’ meglio il suo utilizzo in contesto oncologico. – precisa Giulia   Pilia – Noi abbiamo utilizzato cellule semplificate e il gioco ora è andare a capire se funziona in-vivo dove una fisiologia più complessa consente di studiare interazioni tra tutti gli strati di tessuti presenti nel corpo.»

La ricercatrice che vive all’estero per scelta dichiara di sentirsi davvero molto legata alla sua terra. Giulia Pilia è un esempio e un punto di riferimento oltre che di ispirazione e, raccogliendo grandi tributi di riconoscimento nella comunità di Sadali, il comune italiano di 918 abitanti della provincia del Sud Sardegna, ammette che è davvero difficile tornare alle radici. Eppure qualcosa sembra aprirsi in un processo di ascesa professionale contro un ambiente che sembra impegnato a frustrare costantemente capacità e ambizioni femminili; esempi virtuosi come Giulia e Eugenia come le cellule al loro microscopio esprimono una forza. Riconsegnano a un’intenzione.

Anna Maria Turra

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