Home / Moda & Accessori  / Orologi & Gioielli  / Fedi sarde: una promessa cesellata nell’oro

Fedi sarde: una promessa cesellata nell’oro

Oggi, il mito e la storia di questo gioiello, simbolo della Sardegna, sono celebrati dal lavoro sapiente dell’artigianato locale

Fedi sarde

Il mare è sicuramente il gioiello più prezioso della Sardegna, ma a brillare con riflessi dorati non sono soltanto le sue limpide acque. La millenaria tradizione orafa dell’isola, infatti, vanta le sue radici fin dall’epoca nuragica, 1800 anni prima di Cristo. E proprio in quel mondo immerso nel mito e nel folklore, nasceva uno degli anelli più belli di sempre: la fede sarda.

Fedi sarde, le origini del mito

Sono molte le leggende che accompagnano la storia di questo prezioso gioiello: vuole la più famosa che questo anello venisse forgiato dalle Janas, le benevole fate della mitologia sarda, le quali vivevano in piccole case intagliate nella roccia, chiamate appunto “Domus de Janas”. Lì dentro, le fate lavoravano con abilità tutto il giorno al loro magico telaio d’oro, intessendo i metalli preziosi come fossero tessuti e creando così meravigliosi monili, che venivano indossati da loro durante le occasioni solenni. Ma proprio come le Janas erano abili a intrecciare l’oro e l’argento, allo stesso modo si dice potessero incantare e legare insieme i destini delle persone. Per questo motivo non deve sorprendere che fossero proprio le fate a donare agli innamorati il tradizionale anello nuziale che, sempre secondo la tradizione popolare, una volta indossato dalla donna nell’anulare sinistro – dove scorre la “vena amoris”, collegata direttamente al cuore – avrebbe unito per sempre i destini dei due amanti. Ancora oggi, l’anello viene indossato per celebrare il sodalizio amoroso, ed è tramandato di madre in figlia, di generazione in generazione.

Il significato delle fedi sarde

Ma la cultura e il simbolismo di questo anello sono stati influenzati, nel tempo, anche dal contatto con altre popolazioni. Una seconda variante della fede sarda, per esempio, è la Maninfide, che ha origini nella tradizione latina della dextrarum iunctio, la stretta di mano cerimoniale che i due sposi facevano al momento della loro unione. Questo anello raffigura proprio due mani nell’atto stringersi, e “man’e fidi” significa “le mani in fede” in sardo, a conferma della promessa e a invitare un legame felice per i futuri coniugi. Donato dallo sposo durante il matrimonio, veniva ricambiato dalla sposa con un coltello ricavato dal corno di un muflone.

Le decorazioni

A caratterizzare la fede sarda, infatti, sono le splendide decorazioni in filigrana dorata, spesso impreziosite dall’aggiunta di corallo e ossidiana, entrambi presenti in quantità sull’isola. L’anello è così forgiato in quattro fili d’argento o d’oro, su cui poi vengono saldate e unite tra loro altrettante file di piccolissime sfere cesellate, del diametro di 0,1 mm.

Al suo valore artistico, inoltre, si affianca quello simbolico della fede nuziale, i cui motivi scolpiti richiamano il germoglio di grano e rappresentano un augurio di fertilità e di un’unione duratura. Tradizione e cultura si fondono così nelle eleganti linee del metallo, per sugellare una promessa vera oggi come allora.

Francesco di Nuzzo

Credits

Immagine di copertina

Immagine verticale

[aps-counter]