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«Disegniamo la rotta del futuro mantenendo le radici piantate nella tradizione di un mito»

Per Mario Ferraro, ceo di Smeralda Holding, i capisaldi sono: sostenibilità, qualità, unicità, diversificazione dell'offerta, wellness e interventi strutturali. No al turismo di massa

Mario Ferraro

Idee chiare, concretezza e visione d’insieme verso un futuro sostenibile e di eccellenza. Mario Ferraro, ad di Smeralda Holding, sa perfettamente in quale direzione condurre la Costa Smeralda: «Celebrando il traguardo prestigioso dei sessant’anni bisogna parlare di attualità e di scenari futuri. La nostra visione punta a due obiettivi: il conseguimento di benefici sociali ed economici per tutti coloro che risiedono in Costa Smeralda e perseguire una destinazione sostenibile». Traghettare verso il futuro il sogno – divenuto realtà – di Karim Aga Khan è una sfida quotidiana, perché la memoria collettiva spinge a ricordare quanto realizzato dal principe ismaelita e dai soci fondatori, ma tende a “sottovalutare” l’immane lavoro che si cela dietro alle scelte di oggi pensate per un domani di continuo successo. «L’Aga Khan scelse i migliori progettisti dell’epoca e la Costa Smeralda nacque come destinazione unica nel suo genere; lo era allora e lo è ancora oggi. Ecco perché vogliamo sviluppare la destinazione in totale armonia col territorio e la popolazione, restando fedeli alla filosofia iniziale di meta non di massa, con nuovi servizi all’avanguardia, prodotti innovativi, adeguamento delle infrastrutture, digitalizzazione ma soprattutto sostenibilità».

Il principe creatore di questo “mito” della Sardegna da subito volle sviluppare benefici sociali ed economici per il territorio e realizzare un progetto architettonico a basso impatto ambientale: «È incredibile per quei tempi in cui la sostenibilità non esisteva» ha sottolineato. E ha aggiunto: «Lo sviluppo della Costa Smeralda ha sempre perseguito questi obiettivi, essendo una destinazione che vive in armonia con la natura e che si integra nel contesto sociale del territorio. Per questo manteniamo una giusta proporzione tra sviluppo e ambiente e abbiamo regole ferree per preservare l’equilibrio tra natura e architettura».

Dal 1962 il turismo e i viaggiatori sono cambiati profondamente: «Quando la Costa Smeralda è nata, esistevano solo tre competitor: Costa Azzurra, Portofino e Capri. Non c’era altro. Oggi ci confrontiamo con molte altre destinazioni nel Mediterraneo, come Ibiza, la Croazia e la Turchia. La differenza fondamentale è che queste nuove destinazioni puntano sui grandi numeri, mentre noi crediamo in un turismo che resti di qualità. Infatti, i posti letto oggi sono sempre quei mille del 1965. Così, anche in piena stagione, consorziati e ospiti godono di una tranquillità invidiabile».

Ed ecco le previsioni per il 2022: «Supereremo lievemente i dati del 2019» – ha annunciato il manager – «il fatturato chiuderà a oltre 106 milioni di euro, con un ebitda di 36 milioni circa di euro. Grande crescita per Sardegna Resorts, che già ha fatto un salto in avanti del 144% nel 2021 totalizzando 73 milioni di euro di fatturato, contro i 30 milioni del 2020.

Ancora nessuna indiscrezione sul brand che succederà a Marriott al termine del contratto nella gestione dei quattro hotel di proprietà di Smeralda Holding: «Decideremo a dicembre». Qualche anticipazione sul quinto hotel che nascerà dalla riconversione del Cervo Tennis Club: sarà un lifestyle hotel di 40 camere con la presenza di Zuma, grazie alla partnership con la multinazionale Azumi. «Cerchiamo un brand lifestyle – ha spiegato Ferraro – adatto a una nuova generazione di viaggiatori. Questo complesso rientra nel nostro progetto di diversificazione dell’offerta turistica, che si arricchisce di servizi complementari per attrarre i Millennial e la generazione Zeta, nonché di allungare la stagione a sette mesi l’anno, da aprile fino a fine ottobre». Nel frattempo, è stata conclusa la ristrutturazione dell’Hotel Cala di Volpe, con nuove camere e un beach club rinnovato». Tutti interventi che rientrano nel progetto da 120 milioni di euro per riqualificare e ampliare gli asset del gruppo: hotel, ristoranti, real estate, la marina del porto e il cantiere navale.

Arianna Pinton

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