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“Cool the Sea!”, in mostra a Olbia gli effetti dei cambiamenti climatici sul mare

Fino al 14 giugno nella sede dell’Amp Tavolara gli scatti dei fondali dell’Area Marina Protetta

Cool the Sea

Basterebbero delle piccole azioni, semplici accortezze quotidiane, per contribuire a ridurre le cause che stanno portando al surriscaldamento globale e che interessano i nostri mari. Alla base del progetto “Cool the sea”, inserito all’interno del programma di finanziamento comunitario Interreg MED e portato avanti dagli operatori dell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo, c’è la volontà di istruire e sensibilizzare i cittadini sardi, ma non solo, alla salvaguardia del mare.

Attraverso la mostra fotografica dal titolo appunto “Cool the sea!”, i cui scatti sono frutto principalmente dell’attento lavoro dello studioso Egidio Trainito e visionabili gratuitamente a partire dal 14 aprile e fino al 14 giugno nella sede di Olbia dell’AMP Tavolara, gli operatori ambientali hanno messo l’accento su quanto sta accendo in natura e sul ruolo sempre più fondamentale delle Aree Marine Protette, sentinelle sul territorio e garanti del rispetto delle regole.

La vulnerabilità delle specie marine viene così mostrata da una serie di scatti fotografici che ritraggono i fondali galluresi in uno sconvolgente “prima e dopo”, con interi banchi di vegetazione marina ormai scomparsi e sempre più sabbia inanimata a fare da protagonista principale dello scenario sottomarino. E poi ancora animali dai tratti esotici, la cui sopravvivenza nelle acque del Mediterraneo, fino a qualche decennio fa, era considerata impossibile e improbabile, ma che ora hanno colonizzato e depredato l’habitat di altre specie ormai in via di estinzione.

Vedendo le fotografie, le parole diventano quasi superflue, ma si dimostrano necessarie invece per istruire gli abitati del posto, i turisti e le istituzioni locali: “Se anche non abbiamo una percezione chiara di quanto stia accadendo nei nostri mari, – afferma il direttore dell’AMP Tavolara, Augusto Navone – ciò che si prospetta per il 2100 è devastante se non vi si pone già oggi un argine”. L’esposizione fotografica chiude un progetto europeo iniziato tre anni fa che aveva lo scopo di rendere semplice e comprensibile a tutti alcuni concetti importanti, come la salvaguardia delle specie endemiche locali.

La mostra è visitale dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e il martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 15 alle ore 18.

Antonella Brianda

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