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Chiese romaniche, un affascinante viaggio nella Sardegna medievale

Da Olbia a Porto Torres passando per Ardara: tutti i monumenti religiosi che meritano di essere visitati

Quando si varca la loro soglia si ha quasi la sensazione di tornare indietro nel tempo. Il medioevo è ancora lì, in piedi, con le sue austere ed eleganti architetture, pronto ad accogliere ogni giorno fedeli e visitatori che certe volte arrivano anche dall’altra parte del mondo. Le chiese romaniche della Sardegna sono capolavori che resistono impassibili allo scorrere dei secoli. Furono costruite durante l’età giudicale, cioè quando l’isola, una volta volta venuta meno la dominazione bizantina, venne suddivisa in quattro regni autonomi: Giudicato di Gallura, Giudicato di Torres, Giudicato di Arborea e Giudicato di Cagliari. I giudici sardi, ovvero i sovrani delle quattro entità statali, in quel periodo contribuirono alla riorganizzazione della Chiesa, con la costruzione di cattedrali, santuari e  monasteri. Opere straordinarie dalle caratteristiche inedite con influssi anche pisani e lombardi.

In Sardegna sono piuttosto numerose le chiese romaniche, che ventano tutte una storia lunga quasi mille anni. Molte si trovano nella zona settentrionale dell’isola, un tempo suddivisa tra i Giudicati di Gallura e di Torres. Una delle più rappresentative del periodo, e tra l’altro il più importante monumento religioso della Sardegna nord-orientale, si trova a Olbia, che fu capitale del regno gallurese con il nome di Civita. È la basilica di San Simplicio, dedicata al protovescovo martirizzato nel 304 nell’Olbia romana e costruita tra il XI e il XII secolo esattamente sulle fondamenta di un tempio pagano dedicato alla dea Cerere. La facciata della basilica è tripartita da due lesene, con una trifora nella parte superiore. Le navate sono tre, divise da due arcate sorrette da colonne alternate da pilastri. Alle spalle dell’altare si possono poi ammirare i resti di due antichi affreschi raffiguranti San Simplicio e San Vittore, vescovo durante la dominazione bizantina. Sotto l’altare, infine, è conservato un busto contenente le reliquie del santo al quale è dedicata la basilica.

Sono comunque tante altre le chiese romaniche che si trovano nel nord della Sardegna, in particolare nei territori del vecchio giudicato di Torres, che come capitali ha avuto Porto Torres e Ardara. Proprio a Porto Torres si trova per esempio l’edificio romanico più antico e grande di tutta l’isola: la basilica di San Gavino

Con tre navate divise da ventidue colonne, la basilica vanta anche una ampia cripta dove sono conservate le spoglie dei martiri Gavino, proto e Gianuario.

Particolarmente bella, imponente e caratteristica è poi la basilica della Santissima Trinità di Saccargia, nel comune di Codrongianos, a pochi chilometri da Sassari. Costruita con pietra bianca e nera, e all’interno in parte affrescata, è arricchita da un alto campanile che domina tutta la zona.

Poco lontano, ad Ardara, si può invece ammirare la chiesa di Santa Maria del Regno, una cappella palatina dove i giudici di Torres prestavano il loro giuramento e di gran lunga uno dei monumenti religiosi più importanti di tutta l’isola. Nel territorio di Ozieri, in piena campagna al lato della strada Olbia-Sassari, svetta la basilica di Sant’Antioco di Bisarcio, una delle chiese romaniche più grandi della Sardegna. A meritare sicuramente una visita sono anche la chiesa di San Pietro in Silki a Sassari, la chiesa di San Pietro della bellissima Bosa e l’ex cattedrale di San Pietro di Sorres a Borutta. Ma il tour dei monumenti romanici nell’isola potrebbe diventare ancora più lungo e affascinante, visto che stupendi monumenti si trovano anche a Ottana, Dolianova, Santa Giusta, Bulzi e Zuri.

Dario Budroni

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