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Castel dell’Ovo, la dimora dell’ultimo imperatore romano

L’inizio e la fine si trovano a pochi chilometri di distanza. Il primo imperatore romano, Augusto, scelse l’isola di Capri come luogo dove rilassarsi e passare il tempo lontano dalla vita frenetica della capitale. Invece

L’inizio e la fine si trovano a pochi chilometri di distanza. Il primo imperatore romano, Augusto, scelse l’isola di Capri come luogo dove rilassarsi e passare il tempo lontano dalla vita frenetica della capitale. Invece l’ultimo imperatore di Roma, Romolo Augustolo, una volta perso lo scettro, fu esiliato poco lontano, a Castel dell’Ovo, che ancora oggi domina l’intero golfo di Napoli. Insomma, la gloria e la caduta racchiuse in un raggio d’azione davvero breve: Capri da una parte e Castel dell’Ovo dall’altra. Due simboli della Campania e dell’Italia che, tra le altre cose, rappresentano anche la grandezza e il capolinea del mondo romano.

La caduta dell’impero

Ormai l’Impero Romano d’Occidente, collassato al suo interno e travolto dalle invasioni barbariche, non era più neanche l’ombra del grande stato che per secoli aveva dominato buona parte del mondo conosciuto. I possedimenti occidentali contavano soltanto la penisola italiana, la Dalmazia e una parte della Gallia, mentre a oriente i confini erano rimasti intatti. E fu così che nel 476 dopo Cristo il re degli Eruli, Odoacre, occupò Ravenna, allora capitale dell’impero occidentale, e depose il giovanissimo Romolo Augusto, a cui fu affibbiato il soprannome di Augustolo, portato al potere soltanto un anno prima dal padre, il generale Flavio Oreste. In quell’occasione Odoacre inviò le insegne imperiali a Zenone, l’imperatore d’oriente, e divenne governatore dell’Italia con il titolo di patrizio.

L’esilio a Castel dell’Ovo

Odoacre decise di non uccidere il giovane Romolo Augustolo, che nel 476, anno che coincide con l’inizio del medioevo, aveva con tutta probabilità soltanto 15 anni. Della vita dell’ultimo imperatore, comunque, si sa davvero poco. In ogni caso, l’Anonimo Valesiano dice che Romolo Augustolo fu mandato in esilio a Napoli, tra le mura del Castellum Lucullanum, l’antica villa del politico e militare Lucullo, oggi conosciuta, dopo non poche trasformazioni, come Castel dell’Ovo, uno dei monumenti più importanti e famosi della città partenopea. Si dice anche che Odoacre abbia riconosciuto a Romolo Augustolo, che per ironia della sorte portava i nomi del primo re e del primo imperatore di Roma, un vitalizio di seimila solidi annui. Poi, però, di lui non si seppe più nulla. L’ultimo imperatore romano, almeno per quanto riguarda la parte occidentale, scomparve dalle fonti e, con tutta probabilità, morì sempre a Napoli dopo il 511 dopo Cristo.

Dario Budroni