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L’app che unisce Porto Cervo e Porto Conte

Obiettivo? Fornire al turista un coast to coast tra Porto Cervo e Alghero attraverso ippovie e piste ciclabili, tra sport e avventura

app Porto Cervo Porto Conte

Una web app guida tra Porto Cervo e Porto Conte i turisti che, dall’aeroporto di Olbia, possono decidere se e come tuffarsi immediatamente nella natura. A cavallo, a piedi o in bici, tra le foreste sarde o le coste, il tracciato si irradia in direzioni diverse, per esempio infilandosi nel golfo di Marinella dove i cavalli entrano a pelo d’acqua. Scenari incantati e visione strategica in un coast to coast che ha come riferimento ad est Porto Cervo, a ovest Alghero, al centro ippovie e piste ciclabili per un turismo di scoperta, tra lo sport e il dinamismo dell’avventura.

Come funziona l’app

Destinazione estrema da un lato è l’ippovia di Porto Conte per questa app in corso di elaborazione che, scaricata gratuitamente, ha lo scopo di prelevare il turista dall’aeroporto di Fertilia, a ridosso di Alghero, oppure da quello di Olbia. L’obiettivo è realizzare almeno tre tratte campione che tocchino parti del territorio per rappresentare in forma adeguata biodiversità e vocazioni di un tragitto che, nel suo complesso, porterà a sviluppare circa 400 km di percorsi. Dodici tratte di ippovia e altrettante di ciclovia, praticamente a lavoro terminato, in questa sezione di Sardegna, si arriverà a totalizzare un tragitto di quasi 500 km.

La Foresta di Burgos

Ben 136 km sono all’interno dei boschi di Foresta Burgos dove storicamente si trova l’ex Centro di incremento ippico regionale, ora Agris Sardegna, l’Istituto zootecnico caseario e l’ultima tra le Caserme dei carabinieri a cavallo esistenti in Italia. Accanto a questi tre enti, fino a un anno fa, era attiva anche la scuola di equitazione del Ministero dell’interno dove sono stati allenati i cavalli impiegati nella Prima guerra mondiale. Per questo Foresta Burgos nel 1920 veniva chiamata La piccola Svizzera, un’area dove già si giocava a polo, zona franca dall’eleganza ordinata, fiori e giardini venivano curati dai civili che prestavano il loro servizio ai militari del ministero. Qui, nel fantastico regno dell’equitazione, venivano importate le fattrici, le forti cavalle che partorivano i puledri migliori, qui nasceva l’incrocio anglo arabo sardo che definisce una delle specie equine più forti sia per caricare il peso che per resistenza nel cammino. Un cavallo può infatti arrivare a percorrere tra i 25 e i 30 km consecutivi. E nelle competizioni questa specie vince per la straordinaria autonomia di durata, per lo stesso motivo è ampiamente apprezzata tra gli arabi che adorano le cavalcate nel deserto.

Un app per le grandi avventure

Diventa facile avventurarsi in passaggi fino a ieri impraticabili con questa app: vengono previste tappe per pranzi e pernottamenti, attivabili su prenotazione, segnalati abbeveratoi per i cavalli e officine per le biciclette in una rete creata con ingegno dove l’imprenditoria è chiave di supporto e sviluppo.

Il progetto prevede di arrivare da una parte all’altra della costa ma non si deve per forza attraversare il cuore nero dell’isola e penetrarne la fitta vegetazione.

Certo la Foresta dei tassi, la più grande d’Europa, merita molta attenzione: qui si trovano endemismi unici al mondo. Formata grazie al lavoro dei frati francescani, che nel 1200 circa hanno piantato il primo albero di tasso, anche chiamato albero della morte, la foresta svela come attorno a questa pianta si interdica la sopravvivenza di qualsiasi altra forma di vegetazione.

Le parole al creatore del progetto Antonello Bichiri

«Mi sono inventato tutto questo per far conoscere bellezza e unicità – confida Antonello Bichiri, ideatore del progetto sposato per intero da Aste, associazione sarda turismo equestre – perché la filiera del turismo e dei produttori è risorsa attiva. Attingiamo a quell’universo di guide equestri o naturalistiche, per gruppi o per singoli, veri e propri leader in grado di spiegare la metafora del condurre». Basta scegliere da dove partire, se da Alghero o da Porto Conte, oppure se entrare direttamente nel cuore della Macchia mediterranea saltando il litorale e tutta la zona balneare. Le tratte si possono selezionare in un percorso completo che dura dodici giorni. Antonio Deiana che cura lo sviluppo tecnologico e la comunicazione del progetto sostiene «È un viaggio nel viaggio tra i territori dell’interno, Logudoro, Marghine-Goceano e Meilogu, un’app corredata di carta interattiva digitale fruibile su portale web consente ad altre aree della Sardegna di essere integrate».

Al cavallo non si può chiedere più di una media di 25 km al giorno e lui, a seconda del fondo e della pendenza, li percorrerà in circa 5 ore. Per tutto il resto c’è il trekking o l’idea ricorrente di una destagionalizzazione, oppure ancora quella di un turismo integrato. Promesse di aspirazioni digitalizzabili.

Anna Maria Turra

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